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Dagli eventi di Natale saltati per l'emergenza Covid 200 mila euro per la promozione di Arezzo

Alessandro Bindi
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Il Covid spegne il Natale. Oggi la città avrebbe dovuto dare il benvenuto alla Città delle Feste. Addio invece alle bancarelle tirolesi in Piazza Grande, alla ruota panoramica, alla pista del ghiaccio, al planetario e al villaggio di Natale al Prato. Rimane nei cassetti della Fondazione Arezzo Intour, il calendario di eventi con il quale il presidente Marcello Comanducci avrebbe voluto festeggiare le festività assieme agli aretini. Oggi sarebbe partita la maratona destinata a proiettare le attività commerciali verso l'Epifania. 
Sarebbe stato il primo week end dei grandi numeri al quale ne sarebbero seguiti altri. Tutto, invece, è azzerato. In questo 2020 caratterizzato dall’emergenza Covid, non ci sarà il conteggio di pullman, dei turisti, e degli accessi alle attrazioni natalizie. In città da giorni si contano i casi positivi e l’attenzione è a capire se i contagi caleranno per poter almeno tentare di organizzare qualche piccola iniziativa ed evitare un lockdown durante le festività natalizie. La Fondazione Arezzo Intour monitora la curva epidemiologica nel tentativo di recuperare all’ultimo tuffo almeno un piccolo progetto che vedrebbe illuminare la città e che per il momento resta in stand by. “Incontrerò il sindaco Ghinelli e l’assessore Chierici” spiega Comanducci “la prossima settimana per capire se ci sono margini per fare le installazioni luminose. In zona rossa, credo che le creazioni luminose sarebbero praticamente inutili e forse poco opportune. Il senso è quello di attrrarre gente in centro e nelle strade commerciali ma se le indicazioni sono di starsene chiusi in casa, avrebbero poca utilità. Valuteremo il da farsi nei prossimi giorni”. Intanto la Fondazione si prepara a ripartire e già pensa alla promozione della città e alla programmazione della Città del Natale 2021. “Per non perdere il lavoro fatto fino ad oggi” spiega Comanducci “stiamo ragionando in prospettiva dicembre 2021 per non dover ripartire da zero il prossimo anno. Inoltre la Fondazione ha effettuato una variazione di bilancio, spostando l’impegno di spesa di 200mila previsto per l’organizzazione del Natale 2020, in modo da poterlo utilizzar per la promozione e per le attività con le quali, nel momento della ripresa, cercheremo di dare una spinta al turismo cittadino”. La situazione è più nera di marzo. Ristoranti e bar praticamente chiusi, adesso anche i negozi, luminarie fino ad oggi, spente anche se in qualche strada iniziano ad essere tese tra i palazzi. 
“Non è il Natale che avevo in mente” chiosa Comanducci.