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Capitale della Cultura, Arezzo esclusa. Ghinelli chiede spiegazioni

Francesca Muzzi
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Arezzo è stata esclusa dalla corsa a diventare Capitale della Cultura nel 2022. “Non so darmi una spiegazione - dice Ghinelli - Ne chiederò al ministro Franceschini”. E’ Volterra l’unica candidata della Toscana che ha ricevuto la notizia con lettera dal ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo. Arezzo avrebbe dovuto essere tra le città candidate per il 2021, poi la pandemia ha bloccato tutto, tanto che era rimasta in carica Parma anche per il 2021. Ma Arezzo aveva deciso di correre di nuovo. E’ stata bocciata al primo step dove erano in concorso 28 città. Ecco chi è stato scelto: Ancona con il progetto La cultura tra l’altro, Bari (Bari 2022 Capitale italiana della cultura), Cerveteri (Cerveteri 2022. Alle origini del futuro), L’Aquila (AQ2022, La cultura lascia il segno), Pieve di Soligo (Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana), Procida (Procida Capitale italiana della cultura 2022), Taranto (Taranto e Grecia Salentina. Capitale italiana della cultura 2022. La cultura cambia il clima), Trapani (Capitale italiana delle culture euro-mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione), Verbania (La cultura riflette) e infine Volterra con la proposta Rigenerazione umana. Il presidente della Regione Eugenio Giani, che ha scelto di tenere tra le sue deleghe quella alla cultura, esprime soddisfazione per Volterra: “Volterra in questa competizione è il baluardo dell’intera Regione. La capitale dell’Etruria ha tenuto il passo dimostrando una grande vitalità culturale e oggi diviene l’espressione di un intero territorio, che grazie al percorso di candidatura può manifestarsi al meglio attraverso una città che diventa essa stessa il simbolo della cultura”. “Mi dispiace e chiederò il perché dell’esclusione di Arezzo”, ribadisce Ghinelli che da ieri ha ricominciato l’appuntamento con le dirette stavolta non da Palazzo Cavallo, sede del Comune, ma dalla casa in campagna. Il sindaco si trova là ormai da più di quindici giorni, tanto che aveva fatto sospettare un’eventuale quarantena. Ma è lo stesso Ghinelli a togliere qualsiasi dubbio: “Non sono in quarantena e nemmeno positivo. Ho scelto volontariamente di restare isolato, perché non mi va di espormi a rischi di contagio. E così ho deciso di venire nella mia casa di campagna insieme alla mia compagna”. Ghinelli ha analizzato la situazione dei contagi e i numeri attuali che ieri erano in calo rispetto alla giornata di domenica. Infine ha ribadito l’obbligo della mascherina ringraziando Luciano Ralli (Pd) e Marco Donati (Scelgo Arezzo) del loro appoggio: “Mi auguro che questo modello di unione - ha detto Ghinelli - venga ripreso anche da altre città”. Firmata l’ordinanza dell’obbligo delle mascherine ovunque e in compagnia anche di familiari.