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Arezzo, Coronavirus: il diario dall'ospedale del veterinario tra casco, difficoltà e ironia. "Qui mi ripuliscono come un gattino"

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Prosegue il diario dall'ospedale del dottor Alberto Brandi, colpito dal Coronavirus e ricoverato al San Donato. "Mi hanno ripulito come un gattino", dice tra l'altro nel nuovo post il popolare veterinario che, tra i tanti, ha anche Jovanotti come cliente. "Le avventure del soldato Covid", inizia così il suo secondo report dalla degenza il dottor Brandi che indica come elemento decisivo per vincere la sfida con il Coronavirus lo spirito di adattamento. "Se l'uomo è arrivato al 2020 e i dinosauri no è perché l' uomo ha una grande capacità di adattamento guerre carestie pandemie cambiamenti climatici niente ci ha fermato e quindi cosa serve al soldato Covid per vincere la sua guerra: adattamento". 

Il veterinario esemplifica e cita come indispensabile oggetto al quale abituarsi, "il casco che è una sorta di elmetto da palombaro ripieno di ossigeno sparato dentro non so a quanti litri minuto con un rumore infernale lui nei casi come il mio che sono al limite della terapia intensiva è ultimo baluardo di prova e quindi volente o nolente te lo mettono. Li per li ti sembra di impazzire soprattutto se soffri come me di claustrofobia entri nel casco in una condizione di semi soffocamento che pensi non ce la posso fare .. poi però senti quest'aria fresca che ti rimette un po’ in vita e accetti accetti che devi stare immobile accetti di tossirci dentro i tuoi catarri di soffocarci perché non puoi fare altro. Confesso che le prime notti ho pianto perché hai un senso di impotenza non puoi bere mangiare ti nutrono con delle sacche devi adattarti..."

In fondo vede la luce e il casco diventa un amico. "Poi però inizi a prenderci confidenza, riesci a regolarlo da solo e poi ti fa star bene e diventa il tuo compagno di vita. I rumori quando stai bene sembrano quelli di un mare mosso quando stai male quelli della direttissima o di un grande russatore direttamente nell'orecchio".

Poi il veterinario Brandi spiega le difficoltà per svolgere esigenze fisiologiche come urinare. "Adattamento consiste nel farla nel pappagallo e in presenza di persone..."   E il clistere subito in "maniera fantozziana" per andare di intestino sistemato nella apposita poltrona (che allega in foto nel post su Facebook) "a 50 cm dal mio compagno di stanza che tanto non sente gli odori ..."  Quindi "mi ripuliscono come un gattino e mi rimettono a letto", detto dal veterinario che si distingue per le adozioni dei mici abbandonati.

Il post di conclude così: "Ecco l'adattamento ci permette di sopravvivere, l'umorismo ancora di più e voglio trovare il lato comico su tuto. oggi sto molto meglio sono seguito benissimo direi con amore questi ragazzi portano veramente la simpatia del medico che non è raccontare le barzellette ma condividere la sofferenza del malato capendone le esigenze con amore per questo li ringrazio e ringrazio voi per le migliaia di messaggi che mi avete mandato".