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Arezzo, "Attenti alla truffa del tampone per il Covid". Polizia locale indaga su alcune telefonate sospette

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“Salve sono la dottoressa della Asl, ci dia l’indirizzo che veniamo a farle il tampone”. Per fortuna, però, la signora, nonostante le sue 90 primavere è stata sveglia e ha detto “non ho fatto nessuna richiesta e nessuno mi ha contattato”. E’ da questa telefonata e pare che non sia l’unica, che la polizia locale sta indagando dopo la segnalazione dei familiari di un’anziana che abita nell’Aretino. Pare - ma il condizionale è d’obbligo e le indagini sono in corso - che possa trattarsi di una truffa, perché, come sottolineano gli stessi vigili urbani e anche la Asl “nessuno viene a fare i tamponi a casa, se prima la persona non viene avvertita dall’unità di tracciamento o dal medico curante”. La vicenda che sembra abbia lo stesso copione per le persone contattate, avviene in un pomeriggio di alcuni giorni fa. Il telefono squilla a casa di una signora. Dall’altra parte del capo una voce italiana che dice “Sono le dottoressa della Asl, veniamo a farle il tampone. Ci dia l’indirizzo di casa” e i familiari dicono che dall’altra parte hanno insistito per farle il tampone e per sapere l’indirizzo. Subito gli stessi hanno avvisato il medico di famiglia che ha detto che non c’era nessuna richiesta di fare il tampone e dalla Asl spiegano anche che “prima di ricevere una telefonata dall’Usca, perché sono loro in caso che vengono a fare il tampone a domicilio alle persone impossibilitate a muoversi, ci sono altre comunicazioni ufficiali, prima frai tutte quella dall’unità di tracciamento”. 
Proprio due giorni fa il Corriere di Arezzo aveva pubblicato alcune interviste ai ragazzi che stanno facendo questo lavoro e gli stessi avevano detto che “i contatti stretti delle persone positive li avvisiamo noi”. “Poi - dice sempre la Asl - arrivano mail e alla fine la telefonata dell’Usca che segnala appunto il giorno che verranno a fare il tampone”. I familiari dunque dopo avere verificato il tutto hanno segnalato ai vigili urbani quanto accaduto e gli stessi stanno facendo delle indagini. Non sembra sia l’unica telefonata arrivata, ma che cosa ci sia sotto, è al vaglio della polizia locale che comunque avverte: “State attenti alle truffe. Nessuno telefona o suona a casa e dice: siamo venuti a fare il tampone. Le procedure sono tutte tracciate, ufficiali e il medico di famiglia viene sempre informato. Quindi attenzione, soprattutto alle persone più anziane”.