Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, il Covid impedisce alla coppia adottiva di andare a prendere il figlio in Cina. Da mesi solo video. Appello al ministro

Giovanna Belardi
  • a
  • a
  • a

Il Covid ferma anche le adozioni e se ci si mette la burocrazia il blocco è totale. C’è un bambino di 8 anni che aspetta di incontrare i suoi genitori adottivi in un istituto del sud della Cina. Dove però la coppia che vive a Cavriglia al momento senza visto è impossibilitata ad andare.

Per questo anche il sindaco Leonardo Degl’Innocenti o Sanni ha scritto al ministro per le politiche della famiglia Elena Bonetti chiedendo di intercedere per i coniugi Zangrillo e per le altre 36 coppie italiane in attesa di poter partire. E’ il papà, Francesco, a raccontare cosa è successo: “Io e mia moglie Monica avevamo programmato di andare a prendere Simone tra fine febbraio e inizio marzo, contando di portarlo qui alla fine del mese. Da allora tutto si è fermato. E’ vero che c’è una pandemia, ma tra giugno e settembre, quando le cose sembravano più tranquille e la Cina aveva riaperto le frontiere, si poteva agire allora. Le pratiche per l’adozione sono state veloci, fa davvero rabbia che le cose siano andate così”.

Ma esattamente cosa è successo, oltre al Covid? “Ci vuole un intervento diplomatico per sbloccare una situazione che tiene in stallo in Italia 37 famiglie e in Cina altrettanti bambini, che da mesi aspettano una famiglia che pensavano di avere finalmente vicina. La rabbia è che si poteva fare di più, agire prima che ad ottobre la Cina richiudesse l’emissione di visti per il loro paese. Perché per noi genitori adottivi sono previsti visti turistici, i primi che chiudono. I cinesi hanno seguito le loro procedure, ma il ministero e la Commissione adozione internazionali potevano muoversi per accelerare i tempi e sbloccare questa situazione. In questi mesi ci hanno dato aggiornamenti temporali, mai dato una data certa”.

Quando potrete abbracciare Simone?: “Sinceramente non so che dire. Forse a questo punto credo che ci faranno aspettare il vaccino. Abbiamo chiesto al vice presidente della Cai di metterci tra le categorie protette per partire quanto prima”. Come vive Simone questa situazione? “Riceviamo un video del bambino una volta al mese, lo conosciamo dal dicembre 2019. All’inizio era felice, pieno di gioia quando ci parlava attraverso i video. Man mano che sono passati i mesi lo vediamo cambiato. La nostra angoscia è che lui, nonostante le rassicurazioni mie e di mia moglie, viva questa situazione come un abbandono, che abbia perso la speranza. Noi non siamo rassegnati, non ci diamo per vinti. Abbiamo provato a chiedere di mandarlo da solo, ma il governo cinese è contrario. Ci siamo detti disponibili a fare tutte le quarantene che servono, i tamponi, i test, tutto”.

Finora a chi vi siete rivolti? “A tutti. Con le altre famiglie abbiamo scritto a Di Maio, ai politici locali, al presidente Mattarella. Da qui c’è stato un riscontro, perché ci ha contattato l’ambasciata italiana di Pechino. Però poi non è cambiato nulla. Stiamo cercando di sensibilizzare il ministro degli esteri”. Intanto il sindaco di Cavriglia Degl’Innocenti o Sanni ha scritto al ministro Bonetti chiedendo di permettere “ai coniugi Zangrillo di Cavriglia di andare a prendere il proprio figlio adottato in Cina. A causa del Covid la burocrazia ha fermato i viaggi turistici nel paese orientale, occorre un suo intervento. La vicenda della famiglia Zangrillo mi ha toccato profondamente. La loro volontà di dare amore ad un bambino, fino ad oggi non certo fortunato, è decisamente più forte di ogni ostacolo che la burocrazia crea anche in tempi normali, figuriamoci durante questa pandemia mondiale - ha concluso il sindaco - . Mi sono subito schierato al loro fianco e attendo risposta dal Ministro che dovrebbe incontrare le famiglie a breve. Il periodo che stiamo vivendo è ottenebrato da un pessimo presente. Riuscire a portare in Italia Simone e gli altri bambini sarebbe un bellissimo raggio di sole per loro e le famiglie coinvolte”.

Nel caso di Simone, in provincia di Arezzo dove tutto è pronto: “La cameretta, gli abitini, noi. C’è tutto, manca solo lui” dice Francesco.