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Arezzo, crisi Covid, il guru della moda Sugar sul Natale che verrà: "Faremo tante rinunce ma non ai regali"

Luca Serafini
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I colori di tendenza annunciati per la moda autunno inverno 2020/2021 pare fossero: blu, grigio, verde, giallo mostarda, rosa. Invece siamo in zona rossa. 

Beppe Angiolini, per tutti Sugar, le chiediamo: dovesse durare così fino a metà dicembre, cosa ne sarà delle attività commerciali dell’abbigliamento e accessori?

Il rosso è un bel colore natalizio! Scherzi a parte abbiamo la speranza - che è quasi certezza - che la colorazione della Toscana cambierà a breve. Che ne sarà del commercio dell’abbigliamento? Penso che l’unico gesto di festa - esclusi incontri, baci e abbracci - saranno proprio i regali: qualcosa di bello e di utile, che duri nel tempo. Per ritrovare speranza, fantasia e un po’ di leggerezza.

Dal cuore del centro storico di Arezzo, come vede la sofferenza della città in questo momento?

Una sofferenza che si esprime con il silenzio. La parola è quello che distingue gli esseri umani dagli altri esseri viventi. Quando non si può parlare ogni problema diventa un macigno. La condivisione è fondamentale. Da sempre. Ecco, mi pesa il silenzio.

Se un vestito, un paio di scarpe, una borsa, una cintura non si possono esibire - perché la gente non può frequentarsi - cosa può stimolare all’acquisto? Questo era il periodo dell’anno in cui una famiglia si riuniva per comprare il cappotto al figlio, prima delle feste la sollecitazione a rivestirsi è sempre stata forte, ma oggi?

Vero. Ci si veste molto per gli altri: per sentirsi adeguati alle varie circostanze ma è anche vero che ognuno ha in mente un suo guardaroba ideale che spesso non realizza perché distratto da troppe sollecitazioni. Penso che specchiarsi nei propri armadi e decidere con calma cosa ci piace e cosa veramente ci servirà può essere un fattore di rinnovamento, di concretezza e razionalità. In questo momento così liquido, incerto e sospeso, molti cercano proprio questo.

La ripresa dopo la prima ondata, accompagnata dal vostro slogan Re-Start, come era stata?

Una ripresa ad alti e bassi. Siamo prigionieri dei numeri e delle notizie. Arrivano brutti numeri (ricoveri, contagi, decessi) ma anche belle notizie (il vaccino). Si oscilla tra scoramento e speranza e ci si comporta di conseguenza.

Acquisti on line, la valvola di sfogo, l’ancora di salvataggio. Un bel business, forse non per tutti. Come va effettivamente dalle nostre parti?

L’on line è un buono strumento, un modo nuovo di comprare che coinvolge il mondo. Io sono sempre stato un fotte sostenitore del negozio fisico ma devo dire che l'e-commerce ci sta aiutando molto. Anche qui le normative dovrebbero salvaguardate tutti e non favorire solo le multinazionali miliardarie. In Francia è stata lanciata la campagna “Natale senza Amazon”. Non è sbagliato tenendo conto anche del fatto che questi giganti del web spesso pagano tasse ridicole.

Lei è vicino anche al mondo dell’oro e dei preziosi. Che situazione vede dal suo osservatorio?

Anche per l'oro, il settore da sempre più importante del nostro territorio, la situazione è difficilissima e i motivi sono tanti. E’ un settore che si attiva in clima di festa (compleanni, matrimoni, nascite…), e ora di occasioni ce ne sono pochissime. Matrimoni rimandati al 2022 e un calo vertiginoso delle nascite. Stessa situazione che c’è nel turismo, nei viaggi , nell’organizzazione degli eventi. Non si spende e i risparmi degli italiani cresciuti esponenzialmente nelle banche stanno lì a dimostrarlo.

Ha avuto esperienze dirette o vicine del Covid?

Tutti purtroppo abbiamo avuto qualcuno prossimo a noi che ha avuto a che fare con il Covid. E sinceramente questa cosa non mi fa stare sereno... 

Seconda rata Tari, va pagata entro il 15 dicembre. Il Comune di Arezzo avrebbe dovuto spostarla avanti?

In questo momento bisogna intervenire concretamente. Se non si guadagna è chiaro che le spese fisse vanno procrastinate nel tempo e forse cancellate. Una piccola grande lezione ci viene dall’Europa. Il presidente del Parlamento, l’italiano David Sassoli, ha proposto di cancellare i debiti degli Stati dovuti alla pandemia. Mi sembra sensato porsi il problema.

Tra problemi e speranza, che Natale immagina?

Un Natale sobrio e pieno di affetto per i pochi che ci saranno vicini e un forte pensiero a chi abbiamo dovuto lasciare lontano. Un momento con più spiritualità e meno cenoni. Però facciamo il presepio e facciamo l’albero. Accendiamo le luci. Il cuore va scaldato!

E il colore del 2021?

Il colore del 2021 potrebbe essere proprio quello della luce e del fuoco: contiene il bianco, l’arancio, il rosso delle braci, l’oro delle scintille, il grigio della cenere, il nero della legna bruciata. L’eternità della natura.