Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, il disabile e quell'abbraccio di Maradona: "Mi ha dato tanta forza, emozione mai dimenticata"

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Maradona mi vide sulla carrozzella lì allo stadio e venne verso di me. Un sorriso che non ho mai dimenticato, poi un abbraccio vero, caloroso, che mi ha dato tanta forza.” Settimio Agostinelli oggi ha 80 anni, da quando ne aveva 21 è sulla sedia a rotelle per un incidente sul lavoro. Quel giorno di agosto del 1984 (Napoli - Arezzo, storica amichevole) gli è rimasto nel cuore: di foto con campioni dello sport e personaggi dello spettacolo ne ha un sacco ma quella con Diego le supera tutte.

“Mi parlava in spagnolo, era arrivato da poco in Italia, e io mica lo capivo”, racconta Settimio. “Però riuscì a farsi intendere e da lui in quei pochi istanti ho ricevuto energia, carica, determinazione”. Agostinelli con la sua carrozzella ha macinato chilometri, ha firmato imprese sportive, ricevuto premi. Il nostro “Zanardi”: volontà e forza fisica. Anche un assist dal Pibe de Oro, perché certi abbracci trasmettono valori e convinzione.

“La morte di Maradona mi ha molto rattristato” dice Settimio con gli occhi lucidi, mentre guarda il quadro appeso al muro di casa, in via Cimabue. Nella cornice c’è un Diego aitante, magro, assetato di successi (che verranno, come pure gli eccessi). Il più grande. Nella foto c’è Settimio, giovane e per niente sconfitto dalla disabilità. C’è l’atmosfera di una città, Arezzo, che da agricola era ormai affermata, ricca, famosa. Per la moda, l’oro, le cucine componibili, la P2 di Gelli (1981 lo scandalo). C’era l’Arezzo che andava forte.

E’ una foto che sprigiona ricordi. Se nella maglietta azzurra di Maradona c’è scritto Cirio (poi venne Buitoni) in quella dell’Arezzo che indossa Settimio c’è Fibok, l’azienda di Castiglion Fibocchi che arrivò a contare 300 dipendenti. Pelle e pellicceria. Lebole e Del Tongo erano altri nomi top di quegli anni ruggenti di manifatture e industrie pulsanti. Altri tempi, quando il piede sinistro di Maradona ricamava magie e cuciva perle nel verde degli stadi italiani, partendo proprio da Arezzo.