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Papillon Vintage Band è uscito il primo album di inediti. Swing e tanto altro

Francesca Muzzi
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I ragazzi ci saranno fare. Orgoglio di un paese - Anghiari - dove sono nati e cresciuti all’ombra della musica popolare e di chi la musica ce l’aveva in casa. Una passione dalla quale è nata la Papillon Vintage Band. Tre anni a suonare e riproporre brani storici degli anni ‘30-‘40-‘50 e poi il grande salto: un album tutto loro (dentro 9 inediti) che dall’alba di sabato è possibile trovare su tutte le piattaforme mondiali. Andrea Valbonetti è il front man del gruppo composto, in tutto, da sei musicisti. Attore, oltre che cantante, è arrivata da lui l’idea di fare rinascere, nel 2017, una musica quella di prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale “che nessuno suona più, ma che in realtà ha un grande swing”, sottolinea. Da tutti insieme invece è nata l’idea di finanziare l’album che vede la collaborazione di altri musicisti, attraverso un crowdfunding. “Il resto è venuto da sé - dice Andrea - o per meglio dire ci è stato ‘imposto’ dalla pandemia, perchè visto che non potevamo esibirci come abbiamo fatto in questi tre anni in giro per l’Italia, ci siamo ‘rinchiusi’ e abbiamo inciso”. Lo hanno fatto in uno dei più grandi studi di registrazione “The Garage” che si trova a Civitella in Valdichiana. Tre mesi di lavoro giorno e notte e alla fine è nato: Papillonair. “Si tratta di un album basato sulle sonorità swing con al suo interno diverse contaminazioni: dal Rock’n Roll fino ad un tocco di Rap che hanno dato al lavoro finale un tono pop. Un delicato lavoro di equilibri, ben orchestrati dai 7 musicisti (i 6 storici più Andrea Alvisi al sax baritono e agli arrangiamenti dei fiati) che, ognuno con la propria peculiarità e competenza, hanno saputo creare un vero e proprio viaggio nella storia, ovviamente firmato Papillon Vintage Swing Band. Papillonair è un concept album che in 9 brani racconta la storia di un crooner italiano degli anni ‘20. Improvvisamente il protagonista, col suo Campari in mano, si trova catapultato nel 2020, ben 100 anni dopo: ovviamente disorientato, cerca di raccapezzarsi e districarsi in una realtà per lui inimmaginabile. Un album che ospita grandi musicisti che hanno dato il loro apporto al progetto: Santiago Fernandez nel pezzo Amore Abbreviato, Giacomo “Camo” Cioni in Frenesia del 2000, Selene Zuppardo, Paolo Roberto Pianezza e Francesca Alinovi (Lovesick Duo) in Influenze(r), Michele Mandrelli e Niccolò Neri che hanno implementato la scrittura di Non mi consol”. “Un sogno che si realizza!” lo hanno definito i sette artisti. “Complessivamente il lavoro ci rispecchia, - continua Andrea Valbonetti - sono le nostre note, le nostre sonorità modernizzate, piacevoli anche per un pubblico che generalmente non ascolta musica italiana anni ‘30. In questi anni siamo stati su diversi palchi e piazze e vedere i sorrisi e la voglia di ballare che scatena la nostra musica è un’emozione unica. Non vediamo l’ora di suonare live i nostri pezzi, per leggere, sul viso delle persone, cosa pensano del nostro lavoro.” Ecco i protagonisti.

Papillon Vintage Band: Andrea Valbonetti (voce crooner), Iacopo Rossi (chitarra, voce e percussioni), Davide Montagnoli (batteria e cori), Giacomo Marini (basso, contrabbasso), Cesare Chieli (tromba), Roberto Bianchi (clarinetto, sax tenore), Andrea Alvisi (sax baritono). 

Musicisti ospiti Santiago Fernandez (Piano), Giacomo Camo Cioni (samples and rap), Selene Zuppardo (Voce), Paolo Roberto Pianezza (chitarra solista), Francesca Alinovi (contrabbasso), Michele Mandrelli (elettronica 8bit). I testi sono di Andrea Valbonetti, la musica di Iacopo Rossi, arrangiamento fiati Andrea Alvisi, registrazioni MR Studio Recording, mix Giacomo Calli, Valerio Romanelli, Master The Garage Studio Marco Romanelli, Foto e Video Backstage Francesco Dejaco. Il disco è disponibile su tutte le piattaforme online. Ascoltatelo, i ragazzi ci sanno fare.