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Arezzo, l'ambulante sfida la crisi dei mercati nelle piazze e apre negozio di formaggi nel centro storico

Alessandro Bindi
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Non aspetta i ristori ma si rimbocca le maniche. Eros Scipioni, volto conosciuto e stimato delle fiere e dei mercati aretini, di fronte al blocco degli eventi sfida l'incertezza del futuro aprendo un negozio di formaggeria in via Madonna del Prato. In pieno centro storico ad Arezzo si è accesa la vetrina del negozio “La formaggeria, Il cacio com’era”.

Una scelta coraggiosa, in piena emergenza Covid, dettata dalla voglia di lavorare e dalla volontà di garantire un servizio alla clientela ormai affezionata. In 13 anni Eros Scipioni della ditta “Il Cacio com’era” ha saputo conquistare il palato e la fiducia degli aretini con la sua attività itinerante di vendita di formaggi che produce direttamente nei suoi caseifici di Cavriglia in Valdarno e di Montone in Umbria.

Da produttore e raffinatore del latte, Scipioni si è affacciato, con la sua esperienza, gentilezza e professionalità, in molte piazze facendosi apprezzare per la qualità dei formaggi e delle ricotte di sua produzione. I Dpcm e le restrizioni hanno limitato la partecipazione agli eventi con il conseguente calo di fatturato al quale si è aggiunta la mancata produzione e la rinuncia a migliaia di litri di siero mai trasformati in prelibate ricotte.

“Il lockdown” racconta Eros Scipioni “ci ha bloccato per oltre due mesi e in un periodo, quello tra marzo e aprile, coincidente con la Pasqua e quindi molto redditizio. Con il blocco della produzione ho dovuto buttare migliaia di litri di siero”. La produzione è poi proseguita ma con il freno tirato.

“Dopo la riapertura ho dovuto fare i conti con l’annullamento di molti eventi ai quali partecipavo da molti anni. Fra questi c'è la fiera del Perdono, la fiera del  Mestolo, il mercato Internazionale e tanti altri”. Adesso in vista dello stop dei tradizionali mercatini natalizi di piazza san Jacopo e Risorgimento ecco l’intuizione di aprire un negozio, in pieno centro storico, per poter continuare ad essere un punto di riferimento della clientela e non disperderla. Durante il primo lockdown Scipioni ha percorso 20mila chilometri per portare i formaggi a casa dei clienti e continuare a offrirgli un servizio. È chiaro che il guadagno si è comunque assottigliato.”

Le spese per le consegne” spiega Scipioni “sono lievitate e comunque mi reputo fortunato per aver continuato a poter lavorare”. Il produttore di formaggi ha continuato a vendere in maniera itinerante al Mercatale sotto i portici e in alcuni mercati a Perugia in Umbria. Ha invece dovuto rinunciare fiere e mercati a Cremona, e a quelle nel lodigiano e nel bergamasco. “Piazze” spiega Scipioni “che, per il momento, ho dovuto abbandonare a causa del Covid. In questi mesi ha visto ridursi il fatturato del 75%.  A calare sono state anche le vendite legate alle forniture per esempio agli agriturismi e ai ristoranti. Voci di entrata preziose e tagliate a colpi di Dpcm.

Un anno quindi difficile al quale Scipioni adesso dà un colpo di coda con l’apertura della formaggeria. “Ho scelto di aprire un negozio affiancandolo alla vendita itinerante. Una sfida da vincere. Il coraggio l’ho trovato grazie alla forza che mi ha trasmesso la mia dolce metà Marianna che mi ha sostenuto e dato preziosi consigli che abbiamo messo in pratica. Io sono il braccio, lei la mente”.

Anche l’arredo del negozio è merito di Marianna anche se Eros ha poi costruito con il legno le mensole e i tavoli. In negozio sarà affiancato dal fratello Samuele e ci sarà anche una dipendente. “Io mi alternerò con il lavoro al caseificio ”. Eros è un affinatore, stagionatore e produttore che ha trovato nella qualità il suo punto di forza. “Ci metto la faccia e ogni prodotto che vendo nel negozio anche se non è di mia produzione avrà comunque un volto di colleghi che lo producono direttamente”.

Durante il periodo natalizio tra gli scaffali  anche un angolo dedicato alle prelibatezze del Nord Italia. Spazio poi anche a salumi e a confetture da abbinare ai formaggi. Il negozio rimarrà aperto con orario continuato dalle 9 alle 19 tutti i giorni della settimana con la limitazione, per adesso della domenica a causa del Dpcm. La volontà di lavorare di certo non manca. “Se restassi sul divano ad aspettare le 600 euro dallo Stato” conclude Scipioni “di sicuro non potrei andare avanti”.