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Arezzo, saldo Tari posticipato a febbraio per le imprese. Ma sulla prima rata al Comune non pervenuti quasi due milioni

 L'assessore Alberto Merelli

Alessandro Bindi
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Slitta il pagamento del saldo della Tari per le attività economiche di Arezzo che hanno dovuto chiudere e per quelle che hanno avuto limitazioni. Per le altre, come del resto per le utenze domestiche resta invece fissato il termine del 15 dicembre.

La manovra con la quale a Palazzo Cavallo, è stato deciso di posticipare il pagamento del bollettino al 1 febbraio 2021 rappresenta una boccata d’ossigeno per tanti titolari di attività che stanno soffrendo la crisi. “La città è in sofferenza” ha detto il sindaco Alessandro Ghinelli nell’annunciare l’agevolazione assieme all’assessore al bilancio Alberto Merelli.

“Con il rinvio della seconda rata della Tari per alcune attività indicate dai rispettivi Codici Ateco, abbiamo voluto dare un segnale specifico agli operatori economici in difficoltà. L’amministrazione comunale sta facendo il possibile per allentare la pressione sui cittadini. La manovra sulla Tari è stata possibile grazie al fatto che siamo un Comune virtuoso”. 

Potranno beneficiare dell’agevolazione le attività con i codici Ateco individuati negli ultimi decreti ristori. Rientrano in questa agevolazione sulla Tari, tra gli altri, alberghi e ristoranti, bar e cinema, gelaterie e pasticcerie, trasporto con taxi e agenzie di viaggio, piscine e palestre, discoteche, tatuaggi, agenzie matrimoniali, sale giochi, servizi di cura degli animali, commercio al dettaglio e commercio ambulante di tutti quei beni e generi considerati non necessari.

Spetterà però a ciascun titolare capire se rientra nel codice Ateco ed infatti ancora per il Comune non è chiaro il numero esatto dei beneficiari e quanti pagamenti saranno rinviati. Di sicuro le casse comunali hanno però già registrato un dato preoccupante che indica una città in sofferenza. Degli 8 milioni e 800mila euro preventivati per la prima rata ne mancano all’appello un milione e 900 mila euro. “Il gettito atteso della Tari 2020 era pari a 17 milioni e mezzo di euro” ha spiegato l’assessore l’Alberto Merelli “e degli 8 milioni e 800mila euro della prima rate ne sono stati riscossi 6 milioni e 900mila euro”.

Una cifra maggiore rispetto agli anni passati. “Generalmente la cifra di chi non paga si assesta intorno a due milioni e mezzo circa nella somma delle due rate”. Il milione e 900mila euro non riscosso ad ottobre, nonostante il rinvio da giugno, è quindi un campanello di allarme che comprova quanto l’emergenza Covid stia svuotando le tasche agli aretini che a fatica riescono a tener fede alle bollette, siano famiglie e aziende.

È invece andata meglio per l’Imu. “Prevista intorno ai 22 milioni su base annua” conferma Merelli “devo dire che la prima rata è andata bene. La riscossione si è allineata a quanto previsto”. L’assessore al bilancio Merelli ha poi sottolineato “che lo spostamento della seconda rata non determina effetti negativi per l’equilibrio finanziario delle casse comunali che risulta in condizioni tali da permetterci questo provvedimento”.