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Toscana zona arancione da domenica 6 dicembre, commercianti critici per riapertura negozi in ritardo: "Amazon ringrazia. Scelta miope"

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Toscana arancione da domenica 6 dicembre 2020. Salvo colpi di scena è dunque questa la risoluzione che sposta quindi alla fine del week end la riapertura dei negozi, con grandi recriminazioni da parte dei commercianti. 

E' stato il presidente della Regione, Eugenio Giani, a dare notizia di quanto appreso dal ministro Roberto Speranza. sul passaggio della Toscana da zona rossa ad arancione. "Il nuovo Dpcm riproduce quel che c'era nel precedente, rispetto a quello però nel nuovo c'è una cosa positiva in più", ha dichiarato  Giani. "Rispetto a quello di prima, in cui per risalire le zone ci volevano 14 giorni, in questa bozza si consente anche una distanza di giorni inferiore se i dati sono buoni e il gruppo di lavoro Cts ne prende atto". Secondo Giani "ipoteticamente viene consentito" che se la Toscana diventa arancione il 6 dicembre, in teoria potrebbe diventare zona gialla il 13 dicembre.

CONFCOMMERCIO 

Amazon ringrazia”. È questo il laconico commento della presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, che ha visto frustrata la richiesta della sua associazione di categoria di fissare a oggi (giovedì 3 dicembre), o in subordine a domani (venerdì 4 dicembre), la riapertura di tutte le attività commerciali toscane, grazie al passaggio del livello di rischio regionale da rosso ad arancione. 

“Scoprire che abbiamo parametri da zona arancione o forse gialla ma che, a differenza di altre Regioni messe peggio di noi, non potremo riaprire le nostre attività fino a domenica prossima, significa fare un enorme regalo alle grandi piattaforme on line che, non a caso, ormai da giorni stanno promuovendo ‘lo straordinario Natale del commercio elettronico’”, spiega la presidente di Confcommercio Toscana.

“Questa decisione dimostra l’insipienza di una classe politica, nazionale e locale, che non conosce o non comprende le ragioni dell’emergenza economica che stiamo vivendo, non meno grave di quella sanitaria”, prosegue Anna Lapini.

“Le nostre imprese – insiste – vengono da un periodo difficilissimo, hanno fatto i salti mortali per resistere ed avevano bisogno di questo fine settimana prenatalizio per rimettersi un po’ in sesto. Così, invece, a rimettersi in sesto saranno solo i colossi del commercio elettronico, che depredano di risorse il nostro paese e, di certo, lo sciopero fiscale non hanno bisogno di farlo. Perché loro le tasse non le pagano, autorizzati a non pagarle!”


CONFESERCENTI

“Occasione persa per dimostrare vicinanza alle imprese. Confermato l’eccesso di burocrazia. Scelta miope”. 

Il direttore di Confesercenti Arezzo, Mario Checcaglini, interviene così sul rinvio a domenica 6 dicembre, probabilmente,  dell’apertura dei negozi. 
“Un ulteriore sgambetto alle attività in un momento difficile. L’associazione di categoria ritiene che la riapertura dei negozi, sabato 5 dicembre fosse scontata. Riteniamo che si poteva e si doveva farlo per molteplici motivi. Far slittare la riapertura a domenica 6 dicembre è la conferma di un eccesso di burocrazia. Non c’è nessuna differenza legata a motivi per rallentare la diffusione dei contagi e quindi non si giustifica come scelta. Lo slittamento a domenica non tiene conto delle difficoltà effettive delle imprese e conferma che non si ascoltano i loro problemi e quelli del Paese. Per di più il presidente Giani aveva promesso l’apertura creando false illusioni e aspettative inattese”.