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Arezzo, Monnalisa tra affari con Chiara Ferragni e iniziative per i bambini con il negozio solidale. E la statua sulla pandemia

Luca Serafini
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Monnalisa vola ma tiene anche i piedi ben piantati sul territorio. Da un lato c’è lo sfolgorante accordo con Chiara Ferragni, partnership che mette il turbo alla quotazione in Borsa all’azienda aretina e promette un ulteriore business planetario nel 2021; dall’altro c’è il negozio per gli acquisti solidali aperto ieri dalla Fondazione Monnalisa in città per sostenere progetti sociali. Due facce della stessa medaglia con inciso il nome della famiglia Iacomoni. Al centro ci sono sempre i capi d’abbigliamento di qualità per bambini. Affari e cuore cuciti insieme.

A giorni, dopo gli ultimi ritocchi, giù i veli sulla collezione “Chiara Ferragni” per l’autunno inverno del prossimo anno, che nasce per effetto del contratto di licenza stipulato con l’imprenditrice digitale da 22 milioni di followers: childrenswear “premium”, di fascia alta. Ma ad Arezzo in via Fabbroni 18, quartiere Saione, là dove tutto partì 52 anni fa sull’intuizione di Piero Iacomoni e della moglie Barbara, sono acquistabili vestiti low cost a partire da 5 euro accessibili a tutti con ricaduta sociale. Appartengono a precedenti collezioni Monnalisa e anziché rimanere in magazzino possono entrare nel guardaroba di famiglie spremute dalla crisi economica. Il ricavato, al 50 per cento, servirà per i progetti sul territorio.

Piero Iacomoni, come saranno utilizzati questi proventi solidali?

“Una ludoteca a Saione dove gratis potranno frequentarsi, in tempi speriamo presto migliori, nonni e bambini. Si chiama Saj: Senior Arezzo Junior, in collaborazione con l’Università dell’età libera. L’altro progetto verte su corsi di musica e noleggio strumenti per i ragazzi. Collaborano con noi a Natale per tutti, Arezzo Ethic Academy e Liceo Artistico, con diffusione del nostro messaggio sui social. Siamo qui fino alla Befana, davanti all’outlet Monnalisa, nello stabile dove è cominciata la nostra storia”. 

Come va la collaborazione con Chiara Ferragni?

“Benissimo. Ha gusti come i nostri. Ogni giorno c’è scambio di idee, mia moglie Barbara e mia figlia Diletta si interfacciano col suo team, è come se fosse sempre stata con noi. Una persona straordinaria. Entro il mese vedrà la luce la collezione: prodotti al cento per cento Monnalisa, tutto made in Italy dal taglio alla confezione, con il marchio Ferragni in base a questo accordo di licenza nel quale crediamo molto”.

Ferragni, che sarà presto di nuovo mamma ha scelto voi.

“Un incontro, con entusiasmo reciproco”.

Che alla Borsa è piaciuto molto.

“Il titolo è stato bloccato per l’eccessivo rialzo”.

Se sono rose... porterà giovamento sia a voi che a lei.

“Ci contiamo. Dopo questo 2020 di sofferenza, confidiamo in un 2021 diverso. Siamo presenti in sessanta Paesi con 48 punti vendita monomarca e 500 multibrand. Occorre fare bene le cose, investire, crederci, progettare, non stare fermi a lamentarsi dei problemi. Guardiamo avanti con ottimismo”.

L’occupazione?

“Abbiamo 357 dipendenti nel mondo, di cui 80 in smart working. Tutti attivi nonostante la pandemia. I laboratori sono tra Arezzo e Pescara. Monnalisa crede nel futuro e cerca di anticiparlo”.

La brutta parentesi del Covid cosa le ha lasciato?

“Sono più carico e pieno di energia di prima. E con tanta gratitudine verso il personale sanitario dopo 26 giorni di ricovero. Lo scultore Lucio Minigrilli sta già lavorando al monumento che voglio posizionare a fine pandemia. L’idea di partenza è una figura alata, ma sarà una sorpresa. Sarà iinstallato vicino alle sltre opere sul sentiero della Bonifica. Vorrei che lo inaugurasse il dottor Danilo Tacconi, primario di Malattie Infettive”.