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Arezzo, mamma denuncia: "Per il Comune mia figlia è positiva al Covid e in quarantena"

Coronavirus tamponi

Francesca Muzzi
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Mamma Francesca da venerdì scorso ha già fatto diverse telefonate. Il campanello d’allarme è suonato quando dal Comune l’ hanno chiamata per chiederle come procedeva la quarantena e soprattutto come stava “sua figlia visto che è positiva”. Ma Francesca e la sua famiglia da quella quarantena sono già uscite da una settimana e soprattutto “mia figlia non è mai stata positiva”. Allora il Comune le ha risposto: “E’ stato un errore di comunicazione con la Asl e vi togliamo dalla lista”. Ma adesso Francesca vuole vederci chiaro, perché non si fida di essere stata tolta davvero da quella lista e anche se comprende la mole di lavoro di questi mesi, ha paura che il suo nome e quello della famiglia resti tra le persone in quarantena “e se uno entra in un simile ginepraio è dura uscirne”, sottolinea. Tutto è cominciato da un contatto in classe della figlia. “Un contatto a bassa carica - racconta - ma comunque la classe è andata tutta in quarantena. Abbiamo fatto i tamponi e i nostri figli sono risultati negativi. Quindi dopo la quarantena abbiamo potuto riprendere la vita normale. Mia figlia è tornata a scuola e noi genitori siamo tornati al lavoro anche se noi avevamo il permesso di uscire anche durante la quarantena. Comunque da una settimana circa era ripresa la nostra vita”. Ma venerdì mattina arriva la telefonata. “Rispondo e mi dicono che chiamano dal Comune di Arezzo e mi chiedono subito come sta mia figlia. Lì per lì non ho pensato al Covid, ma magari che si era fatta male a scuola. Poi mi dicono che è una telefonata per sapere se la bambina, secondo loro positiva al Covid, stava bene e se noi avevamo bisogno di qualcosa come portare via i rifiuti. Io resto allibita - continua la mamma - e rispondo che la bambina non è mai stata positiva e che dalla quarantena siamo usciti da una settimana. Dal Comune mi dicono che nella lista, risultavamo ancora in quarantena e visto che non era più così ci avrebbero tolto spiegandoci che era stato un errore di comunicazione con la Asl”. Ma non appena Francesca riaggancia il telefono, decide di fare ulteriori verifiche. “A quel punto ho chiamato la Asl per accertarmi, ancora una volta, che il tampone di mia figlia fosse negativo e così era. Non contenta ho chiamato anche il pediatra, perché dopo avere ricevuto una simile chiamata, mi è sorto anche il dubbio che avessero sbagliato a comunicarlo, ma così non era. Ho fatto anche di più. Ho chiamato gli altri genitori della classe per sapere se avevano ricevuto anche loro una telefonata dal Comune, ma mi hanno detto di no”. “Un errore - dice Francesca - secondo quanto riferitomi dagli uffici comunali, però voglio arrivare in fondo alla faccenda, perché non vorrei ritrovarmi in qualche situazione poco piacevole solo per un errore di comunicazione”. E così ha deciso che oggi chiamerà ancora gli uffici comunali. “Mi voglio accertare che da quella lista, siamo usciti - dice Francesca - E’ vero, in questo momento così può capitare, non metto in dubbio la buona fede di nessuno, ma vorrei sincerarmi che tutto sia andato per il verso giusto”.