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Arezzo, il dottor Caremani: "Vaccinatevi, non abbiate paura". E dà consigli per le feste di fine anno

Sara Polvani
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Dall’importanza della vaccinazione anti Covid alle raccomandazioni per le feste fino all’evoluzione della comunicazione in sanità. Il dottor Marcello Caremani ex direttore di Malattie Infettive del San Donato risponde al Corriere di Arezzo.

Partiamo dalla campagna di vaccinazione anti Covid. Quanto è importante fare il vaccino?

“Il vaccino anti Covid è importantissimo. In questo momento abbiamo bisogno di proteggere la gente. E dunque è fondamentale produrre quella immunità di gregge che non si può ottenere con la malattia. La prima domanda che si fa la gente è perché la Gran Bretagna abbia iniziato prima con i vaccini: è svincolata dalla Comunità europea e poi ha iniziato prima a valutare la qualità dei vaccini. Gli Stati Uniti invece hanno una struttura con la quale li controllano: l’Fda. In Europa l’Ema (Agenzia Europea dei Medicinali) valuta step dopo step”. 

Corsa all’autorizzazione significa saltare i passaggi?

“No. Chiaramente i passaggi non possono essere saltati. C’è una fase 1, una fase 2 e una fase 3 prima della commercializzazione”. Spiega Caremani: “Rispetto al 2003 per la Sars 1 il mondo è cambiato: le strumentazioni sono moderne, nuove. Abbiamo utilizzato l’ingegneria genetica che ha fatto passi avanti. I vaccini anti Covid hanno gli effetti collaterali di tutti i vaccini. Non abbiate paura”.

Chi si deve vaccinare dopo i medici e gli ospiti delle Rsa?

“Tutti gli anziani, l’età media delle vittime per Covid è 80 anni”.

Una persona che ha avuto il Covid, quanto resterà immune?

“Non lo sappiamo. Un conto sono le persone che hanno avuto una forma lieve rispetto alle forme più gravi”.

Chi è guarito dal Covid può evitare la vaccinazione? 

“Non lo sappiamo. Il mio consiglio è comunque quello di fare il vaccino. Tutti, nessuno escluso”.

Cosa dire a chi è timoroso di vaccinarsi? 

“Personalmente non direi lo consiglierei comunque di farlo”.

Andiamo verso un Dpcm con ulteriori restrizioni. Quali sono i suoi consigli e raccomandazioni per le feste?

“Dobbiamo attenerci a quello che dice il Dcmp. Nessun assembramento, mantenere le distanze e portare le mascherine. Non facciamo pranti e cene di Natale. Dieci persone insieme sono un rischio, così come un rischio è troppa gente nei negozi. Ecco perché il Dcpm è importante, perché non vogliamo cadere in una nuova ondata”.

Al Forum Risk Management ha parlato dell’evoluzione della comunicazione in sanità, in breve cosa dovrebbe cambiare?

“Dovrebbe cambiare il modo in cui la facciamo. I social media sono demonizzati da molte aziende sanitarie, invece già con facebook sono stati ottenuti risultati importanti. Si possono fare connessioni web e si vede un marcato aumento ai siti. Sono punti di riferimento che dobbiamo utilizzare sempre di più. Sono i mezzi di comunicazione di ora”.