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Arezzo, l'Arcivescovo Fontana: "Pranzi di Natale a numero limitato, ma videochiamatevi"

Francesca Muzzi
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“Aretini, usate tutti i mezzi tecnologici possibili per restare vicino il giorno di Natale e durante queste festività”. L’Arcivescovo Riccardo Fontana esorta i fedeli nel Natale contrassegnato dal Covid che terrà lontani, fisicamente, amici e parenti. “Non ci sarà il consueto numeroso pranzo delle famiglie - dice - ma l’unione, per favore, favoritela e cioè che ci siano tutti i mezzi possibili perché ci si senta vicini e si ritrovi il gusto della famiglia anche in questo momento. Basta una videochiamata e ci si vede”. “Certo - prosegue Fontana - vorremmo raggiungere chi ci pare, amici e parenti, ma non possiamo farlo. Ma sarà lo stesso Natale e lo faremo ugualmente”. Sarà Natale a mezzanotte, nonostante che le Messe, per il coprifuoco, dovranno essere celebrate entro le 22. Monsignor Fontana ha infatti invitato tutti i parroci della Diocesi: “A mezzanotte in punto a suonare tutte le campane delle chiese. La tradizione romana voleva che a Natale si dicessero tre Messe: all’imbrunire, la Messa della Notte fonda e la Messa alle prime luci dell’alba. Quest’anno ci hanno cambiato gli orari, ma non è la fine del mondo. La fine del mondo è se la gente non prega. Invece preghiamo e alla mezzanotte del 24 in ogni casa recitiamo un Gloria”. Nonostante l’Arcivescovo chieda di mantenere, per quanto possibile, tutte le tradizioni di Natale, quest’anno non ci sarà il consueto pranzo al Giotto con i poveri di Arezzo. “Andremo nel Chiostro di San Domenico - illustra Fontana - dove ci sarà la distribuzione dei sacchetti. Non sarà bello come mangiare tutti insieme, ma speriamo che almeno il contenuto dei sacchetti sia buono e rispettoso dei poveri che non hanno altro”. Dai poveri di oggi a quelli che lo potrebbero diventare: “Dopo tutte le difficoltà, le poche risorse che la gente aveva in banca stanno finendo, dopodiché bisogna trovare il modo di fare solidarietà che è il nome civile della carità cristiana”. Ma l’Arcivescovo invita anche alla serenità e a guardare il domani “Non mi volto mai indietro”, dice il Monsignore che a gennaio celebra i 25 anni dalla sua nomina di Vescovo. “Coraggio aretini - esorta - dopo la notte arrivano sempre il giorno e la luce. Il mondo ha già attraversato momenti duri e bui e ci siamo sempre risollevati. Bisogna avere fede, perché la fede è più forte della pandemia”.