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In provincia di Arezzo nel 2020 nati più bambini che l'anno scorso. Il primario spiega il reparto al tempo del Covid

Sonia Fardelli
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Nascite in crescita ad Arezzo in base agli ultimi dati diffusi dall'Istat e tendenza confermata dai parti nel periodo dall’1 gennaio al 20 dicembre 2020. All'ospedale aretino ci sono stati 1.351 nuovi nati, di cui 474 con taglio cesareo, all'ospedale della Gruccia in Valdarno sono venuti alla luce 524 bambini, di cui 107 da cesareo. Per un totale di 1.875 bebè.

Nel 2019 ad Arezzo i nuovi nati erano stati 1.376, di cui 522 da taglio cesareo, e alla Gruccia 468 per un totale di 1.844. L'emergenza sanitaria, i cui reali effetti si potranno verificare più avanti, non sembra aver influito negativamente sulle nascite (31 in più), mantenendo un buon numero di nuovi arrivi al San Donato, che pur è stato ed è ospedale Covid.

"La paura del Covid e i problemi conseguenti non ha per il momento influito sulle nascite ad Arezzo - dice il primario di Ostetricia Ciro Sommella - anche in considerazione che l'anno non è finito e attendiamo altri parti. E probabilmente anche il prossimo anno saremo su buone cifre. Il Covid non ha fermato nemmeno le gravidanze e quelle di quest'anno sono in linea con quelle dell'anno precedente. Diciamo che ancora ad Arezzo c'è voglia di mettere al mondo bambini."

Qual è l'età media delle partorienti ad Arezzo?

"E' ancora abbastanza alta, siamo sui 33 anni di media e abbiamo anche dei picchi di 50 anni. Il momento di maggiore fertilità per le donne è a 24 anni, ma a quell'età le nostre figlie sono ancora all'Università. Quindi slitta tutto e adesso con la procreazione assistita si può arrivare ad un'età avanzata della donna. Abbiamo avuto al contrario anche casi di partorienti di 16 anni, ma tutte straniere."

Qual è il contributo delle donne straniere alle nascite nella nostra città?

"Un terzo dei nuovi nati ha genitori stranieri, due terzi genitori italiani. E gli stranieri sono anche quelli che fanno più figli andando oltre il terzo. Le coppie aretine si fermano quasi sempre al secondo figlio. Anche le famiglie più agiate adesso a differenza del passato si limitano nelle nascite."

I parti cesarei sono tanti al San Donato?

"Dai numeri crudi sembrano tanti. Ma così non è. Dal totale vanno infatti tolti quelli per cesarei pregressi ed i podalici. Ed allora arriviamo ad una percentuale di tagli cesarei puri che si aggira sul 14% rispetto al totale dei parti. Ed è davvero bassa. Una quota raggiunta con un percorso di attenta valutazione di tutte le gravidanze e un'assistenza in sala parto che devo dire è molto professionale. Tutto per evitare il più possibile il taglio cesareo che porta poi postumi importanti sia sulla donna che sul neonato."

Come si nasce al San Donato in tempo di Covid?

"Abbiamo due percorsi divisi: uno per le partorienti positive al Covid ed uno per tutte le altre. Già una settimana prima della data prevista per il parto facciamo il tampone ogni due giorni sia alla mamma che al babbo. In modo da essere sicuri che una volta che entrano in sala parto sono veri negativi. Al parto può assistere anche il padre, e può accedere dopo alla stanza dove sono mamma e bambino. Tutti gli altri visitatori non possono entrare. La nuova formula è stata ben accettata dalle mamme che così sono più tranquille."