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Arezzo, atti sessuali su bambina in chiesa allo scambio della pace: pm chiede 7 anni di reclusione per un anziano

Luca Serafini
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Sette anni di reclusione per aver toccato una bambina in chiesa durante la celebrazione della messa. E’ pesante la richiesta di condanna del pm Angela Masiello per M.C., un pensionato 82enne della Valtiberina, nato a San Giustino in Umbria ma residente nel versante toscano, provincia di Arezzo. E’ accusato di atti di pedofilia. Il fatto che gli viene contestato sarebbe avvenuto nella chiesa della Propositura di Anghiari l’8 dicembre 2018, festa dell’Immacolata. Al momento dello “scambiatevi un segno di pace” pronunciato dal sacerdote, l’uomo si sarebbe avvicinato alla bambina di 8 anni con morbosità.

L’avrebbe palpeggiata e baciata. In una zona defilata della chiesa, l’altare di destra. Fra i testimoni sfilati ieri davanti al collegio di giudici del tribunale nessuno ha visto direttamente l’episodio e ha potuto descriverlo. Erano pochi quel giorno i fedeli, la festa principale si teneva al Carmine. C’è però, nel processo, il racconto della minorenne, acquisito in incidente probatorio durante le indagini. Nel capo di imputazione si parla di toccamenti e baci: effusioni riprovevoli configurate dalla procura come atti sessuali aggravati dalla tenera età della bambina. Fu lei a raccontare tutto ai genitori, che poi presentarono denuncia ai carabinieri della compagnia di Sansepolcro.

L’indagine si esaurì in un paio di giorni con l’identificazione del pensionato e le sommarie informazioni rese dai testimoni. All’epoca il parroco era don Marco Salvi, oggi vescovo ausiliare di Perugia, che per impegni non era presente ieri alla Vela. I giudici hanno acquisito le sue dichiarazioni dell’epoca, anche perché quel giorno non era lui all’altare ma un altro prete. L’imputato ieri era assente. Ha sempre negato il fatto. I suoi avvocati hanno chiesto una perizia rappresentando questioni legate all’età avanzata. Ma non è stata accolta. Gli avvocati Marco Nicastro e Leonardo Gabrielli di Città di Castello hanno chiesto l’assoluzione di M.C.: parlano di mancanza di costrizione nell’accaduto, di mancanza di riscontri oggettivi.

Tenuità del gesto o addirittura fraintendimento sono aspetti sui quali la difesa fa leva. Il collegio presieduto dal giudice Filippo Ruggiero ha ascoltato le parti, compresi i genitori della bambina. Anche la mamma non vide direttamente l’atto, era in fondo alla chiesa. Fu la piccola, sconvolta, a riferirle dell’accaduto. Se fu un gesto disgustoso o un equivoco, se deve esserci una condanna e quanto pesante per l’anziano si saprà il 25 gennaio, data fissata per la sentenza.