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Calcio Serie C, per l'Arezzo rinforzi salvezza e progetto stadio. I piani del nuovo presidente Gentile, del dg Manzo e di Roberto Muzzi

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Federica Guerri
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Rivoluzione in casa amaranto. Cambio alla presidenza dell'Arezzo, come anticipato. Fabio Gentile, già presidente di Mag Servizi Energia, è il nuovo numero uno amaranto mentre Guglielmo Manzo assume il ruolo di direttore generale con Roberto Muzzi che diventa responsabile dell’area tecnica a 360 gradi e insieme al direttore sportivo che verrà reso noto a strettissimo giro ha già cominciato a mettere mano al mercato per garantire in tempi brevi innesti di livello che permettano alla squadra di raggiungere l’obiettivo salvezza.

Nel cda, oltre alle tre figure già citate, anche Francesco Manzo, fratello del dg, che è già da settimane il vicepresidente amaranto; Sabatino Selvaggio che mantiene il ruolo di amministratore delegato e l’aretino Marco Rosati che si inserisce nell’organigramma con un ruolo di raccordo con il territorio e la tifoseria. 

A prendere la parola per primo è il presidente Gentile che fa gli onori di casa e illustra cambiamenti e obiettivi: “La proprietà ha avuto necessità di riprendere in mano la società, abbiamo cercato di risistemare la situazione frutto di una vecchia gestione un po’ vacillante, sia dal punto di vista del settore giovanile, trascurato e abbandonato che stiamo rilanciando, sia dal punto di vista dei campi e dello stadio a cui abbiamo prontamente messo mano in ottemperanza del contratto col Comune facendo interventi che mancavano da tempo. Diciamo che abbiamo trovato una situazione che non era proprio come ci era stata fatta vedere”.

Quattro mesi di gestione che non sono stati semplici: “Quattro mesi che avrebbero fatto scappare chiunque – conferma il neo direttore generale Guglielmo Manzo – ma noi abbiamo tenuto fede ai nostri impegni e vi terremo fede anche per i prossimi anni con l’obiettivo primario di rafforzare la squadra e di avere una società sempre più forte per raggiungere obiettivi sportivi e programmare il futuro a partire da giugno. Adesso agiremo sul mercato per migliorarci ma anche per gettare le basi del prossimo anno. Sono stati mesi durissimi, abbiamo capito gli errori fatti, abbiamo fatto i correttivi e adesso programmeremo per il prossimo anno per quanto riguarda la parte sportiva mentre per la parte gestionale, l’azienda Arezzo da qui a fine anno ci costerà 4 milioni di euro dopo che ne abbiamo già spesi 2, stiamo facendo vedere tanti cambiamenti e speriamo sempre di migliorarci”. 

Con progetti a lungo termine che possano dare all’Arezzo autonomia finanziaria. “Siamo arrivati in un momento delicato – prosegue Manzo – tra campagna elettorale, elezioni e Covid, ma abbiamo già un appuntamento fissato in Comune per parlare con il sindaco dello stadio, per mettere mano sia a quello che agli impianti delle Caselle, che saranno la casa dell’Arezzo a tutti gli effetti, dove metteremo anche la scuola calcio, ma dobbiamo avere dal Comune gli strumenti per ristrutturarli, ovvero l’allungamento della convenzione che per lo stadio scade tra due anni e per le Caselle tra quattro. I soldi ce li metteremo noi e costruiremo il vero club dell’Arezzo perché ad oggi non è ancora un club. Presenteremo un progetto per rifare lo stadio nel quale la parte sotto le tribune possa diventare una galleria commerciale dalla quale speriamo che noi e poi i nostri figli possano usufruire di entrate che permettano l’autonomia finanziaria e un settore giovanile come Dio comanda, non affidato a terzi (il riferimento è al Melograno con il quale ci sono vicende legali in corso: “Non entriamo nel merito, stanno parlando gli avvocati – chiarisce Manzo – saprete a conclusione”) da sviluppare e nel quale far crescere i nostri ragazzi per portarli in prima squadra. Quando siamo arrivati i ragazzi di Arezzo non c’erano, per poter fare le squadre giovanili spendiamo ogni mese 35mila euro. Abbiamo quello che una squadra professionistica deve avere, speriamo che si capisca la serietà della società”.

Progettualità importanti per le quali il direttore generale avrebbe auspicato maggiore vicinanza dagli sponsor. “Sappiamo quanto dobbiamo investire – spiega – e che non abbiamo l’aiuto di nessuno se non di aziende nostre amiche, ovviamente mancano gli incassi che mancano anche gli sponsor che speriamo possano riavvicinarsi all’Arezzo vedendo una struttura manageriale completamente diversa”. Intanto nell’immediato l’obiettivo principale è la salvezza con azioni incisive sul mercato. “Stiamo lavorando già sul mercato – conferma Muzzi - l’Arezzo deve essere rinforzato in tutti i settori con pedine importanti. Arriveranno solo giocatori importanti e per quanto riguarda i 14 in uscita avremo tempo per ragionare e mandarli a qualche squadra che ce li richiede, noi adesso siamo concentrati sui rinforzi. Abbiamo già Karkalis e stiamo lavorando per mettere qualcuno prima del 10 gennaio quando giocheremo contro il Ravenna. Interverremo soprattutto in attacco”.