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Arezzo, caso Coingas: per ora Macrì (Estra) non replica a Staderini. Quel parere legale zoppo sulla nomina nel cda

Luca Serafini
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Preferisce non rilasciare dichiarazioni, per ora, Francesco Macrì, dopo l'interrogatorio reso alla procura di Arezzo da Sergio Staderini, che lo chiama in causa. Anche se lascia intendere che per ogni aspetto della spinosa vicenda Coingas ha una risposta. Ma non è il momento di ribattere, ci sarà modo. Per il presidente di Estra è stato un 2020 turbolento. Anche un’altra indagine in fase meno matura lo riguarda.

Le dichiarazioni di Staderini rese al pm Rossi rinfocolano le fiamme di un caso che cova sotto la cenere e vedremo alla fine se è fuoco di paglia o qualcuno si brucia. Nell’interrogatorio del 17 dicembre, Sergio Staderini ha anche riferito sul filone della nomina di Macrì nel cda di Estra, che secondo la procura fu illegittima per la legge Severino e che configura in potesi il reato di abuso di ufficio che tocca anche il sindaco Ghinelli. “Macrì voleva la presidenza del consiglio comunale”, ricorda quella fase Staderini.

Ma non la ebbe e fin dall’insediamento della prima amministrazione Ghinelli ci fu tensione. Con Macrì che a fronte del suo peso politico cominciò a muoversi. Staderini parla di telefonate di La Russa e della Meloni al sindaco. Le strade erano due: o creare un nuovo assessorato, o mandarlo verso la presidenza di Estra. E siccome nessuno lo voleva in giunta (la famosa frase registrata: “dove rompe meno i c...?” al centro della riunione politica è eloquente) fu nominato per Estra in base agli incastri spartitori.

Staderini ha raccontato che fu lo stesso Macrì ad avere dalla avvocatessa Rostagno di Torino un parere che si poteva fare. Solo successivamente, quel parere venne chiesto in modo formale da Coingas, con relativa notula da 2.500 euro. Il parere, tra l’altro, dava l’ok alla nomina di un consigliere comunale in una partecipata ma non affrontava il problema delle deleghe gestionali. Che poi Macrì in Estra acquisì. Un mezzo via libera quindi. “Il problema era conosciuto in giunta e anche nel cda”, ha detto Staderini a Rossi. Ora tutto il materiale dell’interrogatorio confluisce nel fascicolo.

Sarà il giudice Claudio Lara a fissare l’udienza preliminare per i tredici indagati nei vari filoni. Se le accuse terranno o svaniranno si vedrà. Se l’iniziativa di Staderini, con collaborazione e ammissioni, è un primo passo per smarcarsi verso il patteggiamento lo capiremo più avanti.