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Arezzo, caccia al cinghiale e Covid: abbattuta metà degli ungulati di un anno fa. Le cifre. Rischi maggiori per sicurezza e colture

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Emergenza cinghiali e attesa per la proroga alle braccate. Nella stagione 2020/2021 che si concluderebbe il 10 gennaio è stata abbattuta la metà degli ungulati rispetto allo scorso anno. Con maggiori rischi per la sicurezza e per i danni alle colture. Chiesta da associazioni venatorie e Comuni della Valdichiana la proroga fino al 31 gennaio. La Regione Toscana non ha ancora deciso. L'attività delle squadre è stata ridotta per lo stop legato ai decreti per l'emergenza Covid.

Dall'11 ottobre al 13 dicembre in provincia di Arezzo sono stati abbattuti 1.793 cinghiali rispetto ai 3.894 dello stesso periodo di un anno fa. Nel dettaglio, queste le cifre, sempre al 13 dicembre, nei vari distretti dell'Arc1. Cortona abbattuti 192 capi rispetto a 384 di un anno fa, Castiglion Fiorentino 169 rispetto a 325, Arezzo 411 rispetto a 665, Subbiano Capolona 89 rispetto a 110, Civitella Monte San Savino 227 rispetto a 547, Valdambra 236 rispetto a 667, Valdarno 179 rispetto a 400, Alto Casentino 110 rispetto a 297, Pratomagno Casentinese 146 rispetto a 393, Chitignano Chiusi 34 rispetto a 106.

Nei giorni scorsi i Comuni della Valdichiana hanno inviato una lettera al presidente della Regione, Eugenio Giani, per sollecitare la proroga delle braccate e per autorizzare braccate mirate nei luoghi dove la concentrazione di ungulati è diventata preoccupante. L'attività di selezione non potrà infatti risolvere il problema. Il rischio è che la situazione ungulati sfugga di mano. Iniziative delle associazioni dei cacciatori e degli agricoltori.

Ad Arezzo si registra il primo giorno dell'anno una nota del consigliere comunale del Pd Giovanni Donati che chiede al comune di Arezzo la ripulitura dei troppi terreni incolti che favoriscono la massiccia presenza di ungulati vicino alla città.  Negli ultimi 10 anni, sottolinea Donati, gli incidenti sono causati da ungulati sono aumentati dell’81% e l’ultimo incidente causato dall’attraversamento di un cinghiale rilevato dalla Polizia Municipale di Arezzo risale al 25 novembre in viale Amendola, non molto tempo fa, senza feriti ma con un’automobile distrutta.

"Lungo le strade comunali di Arezzo ci sono terreni incolti con presenza di vegetazione spontanea che riduce notevolmente la visibilità agli automobilisti e in cui trovano ricovero animali selvatici che creano un pericolo sia per gli automobilisti che per i cittadini.
Non è decoroso, a livello ambientale e paesaggistico e sanitario, che ci siano terreni incolti nei centri abitati.
 
A questo si aggiungono i danni che ogni anno subiscono le aziende agricole causati dagli ungulati e che non coperti dalle compagnie assicurative. Solo in piccola parte vengono rimborsati dagli Ambiti Territoriali di Caccia."
 
 La proposta: "Il Comune istituisca quindi un tavolo di lavoro con la Regione, Provincia, ATC, Associazioni agricole e Associazioni venatorie per pianificare gli interventi da mettere in atto perché coinvolgendo le aziende agricole e i cittadini, in breve tempo, potremo redigere una mappa delle aree limitrofe alla città, attualmente incolte o segnalare aree dove vi è la presenza costante di ungulati. Il 30 Dicembre i Sindaci della Valdichiana di vari schieramenti politici hanno  richiesto interventi in merito, ma purtroppo pare che al Comune di Arezzo questa questione non interessi, infatti l’Amministrazione comunale  ritiene un intervento marginale quello della ripulitura delle aree tipo quella del Sodaccio dove sono presenti certamente cinghiali e caprioli,  ma noi continueremo a  chiedere che ci sia una corretta manutenzione del territorio per tutelare i cittadini e le imprese."