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Arezzo, Giostra del Saracino: si studia un piano B per il 2021 intanto c'è il problema delle assemblee dei quartieri

Sonia Fardelli
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Con il nuovo anno ad Arezzo si rimette in moto anche la macchina organizzativa della Giostra del Saracino. All'orizzonte ci sono infatti le assemblee dei soci nei quattro quartieri per approvare l'operato del 2020, ma soprattutto per nominare le commissioni elettorali in vista delle votazioni per il rinnovo dei Consigli direttivi.

Il sindaco Alessandro Ghinelli nella sua conferenza di fine anno ha toccato anche questo problema, dicendo che al momento “i quartieri dovrebbero rinunciare a riunioni in presenza ed affidarsi all'on line, come del resto sta facendo il Comune con i Consigli comunali”. Una soluzione che i Quartieri vogliono però evitare cercando di fare comunque le assemblee in presenza. La prossima settimana sarà dunque cruciale per prendere una decisione definitiva.

Anche perché il quartiere di Porta Crucifera ha proprio nel suo statuto il fatto che l'assemblea dei soci deve essere fatta entro il 31 gennaio. E la data e le modalità devono essere comunicate, almeno una settimana prima, a tutti i soci. “Penso che il sindaco nel giro di pochi giorni ci darà direttive precise - dice Andrea Fazzuoli, rettore di Porta Crucifera - e a quelle ci dovremo attenere. Certo la soluzione on line ci crea non pochi problemi. I quartieri non hanno una piattaforma da cui gestire il tutto e molti soci non hanno la possibilità di collegarsi con computer o telefonino. Tra i nostri soci ci sono anche tante persone anziane, che però in sede a discutere venivano. Qualche soluzione tra sindaco e prefetto la devono trovare”.

Sulla stessa linea si muove anche Ezio Gori, rettore di Porta Santo Spirito: “Ho seguito l'ultimo consiglio comunale on line per vedere come potevamo adattarci una situazione del genere - dice Gori - e sinceramente ho molte perplessità sulle assemblee dei soci on line. Non tutti i soci saranno in grado di seguirla e si rischia anche di perdere la segretezza. Dal computer o telefonino insieme al nostro socio potranno assistere anche persone estranee al nostro quartiere. La vedo dura poi collegare duecento persone e fare in modo che ognuno possa intervenire”.

Problemi riguardo alle assemblee on line anche a Porta del Foro. “Non siamo in grado di sostenere un'assemblea on line con collegate oltre cento persone - dice il rettore Roberto Felici - e con sette votazioni da fare. Questo abbiamo detto al sindaco e in settimana ci darà una risposta precisa su quello che dobbiamo fare, se far slittare le assemblee per farle in presenza o ricorrere comunque all'on line. Ma in questo caso dovranno garantirci una grande assistenza. Non vogliamo certo andare contro le regole sanitarie, ma fare un'assemblea dei soci, come sono attualmente strutturate on line, è davvero difficile”.

A ribadire la posizione dei quartieri è anche Porta Sant'Andrea. “Le riunioni in presenza sono sconsigliate, ma non vietate - dice il rettore Maurizio Carboni - e poi dal 7 gennaio mi aspetto che si allentino anche le attuali restrizioni. Non mi aspetto dunque un divieto dal sindaco per le nostre assemblee. Farle on line ci creerebbe grossi problemi. Non possiamo certo togliere il diritto al voto a qualche socio, dovremmo dunque attrezzarsi per fornire materiale a chi non lo ha per seguire la riunione”.

E dopo le assemblee dei soci ed eventualmente le elezioni, ci sarà il problema di tenere sveglio l'interesse sulla Giostra e di riuscire comunque a fare il Saracino. Lo stesso sindaco Ghinelli ha detto “che con due anni di assenza la Giostra rischierebbe di finire su un binario morto. E per questo bisognerà studiare un piano B”.

“Un'assenza di due anni - dice ancora Roberto Felici di Porta del Foro - sarebbe un colpo mortale per la manifestazione e per i quartieri. Anch'io in estate sono stato molto integralista dicendo o la Giostra si fa in tutte le sue componenti o meglio non farla, adesso sono disposto a rivedere la mia posizione. Nel 2021 bisogna per forza correr Giostra, anche a costo di farla senza corteo, senza la cerimonia dell'estrazione delle carriere e con un pubblico ridotto. Che poi è quello che più o meno aveva proposto il sindaco per settembre”.

“La speranza è quella di poter fare entrambe le giostre - dice Ezio Gori - se non a giugno, almeno a fine agosto e settembre. I quartieri ne hanno bisogno, come hanno bisogno di tutte le altre manifestazioni che organizzano per trovare anche entrate economiche. Bisogna vedere come evolve la situazione sanitaria, ma trovare comunque soluzioni”.

“Un anno come il 2020 senza Giostra e senza alcuna manifestazione è impensabile - dice Andrea Fazzuoli - qualcosa bisogna studiare anche già a primavera per cercare di avvicinare di nuovo la gente alla Giostra, molti si sono infatti già allontanati. Ed un altro anno così è insostenibile anche per i quartieri. Al momento abbiamo solo spese, senza nessuna entrata”.

“Concordo con il sindaco che due anni senza Giostra farebbe finire la nostra manifestazione in un binario morto. Non so ancora quale piano B potremo inventare. La speranza è quella di poter fare due giostre e distanziate nel tempo. Ogni edizione infatti è consolidata e di successo con la formula attuale”.