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Arezzo, il presidente dell'ordine, Droandi: "Noi medici di base ancora in attesa del vaccino"

Francesca Muzzi
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Il dottor Lorenzo Droandi, presidente dell’Ordine dei medici di Arezzo, apre il portale della Regione per prenotare il vaccino dopo la pre-adesione dello scorso dicembre, ma: “Ancora niente”, esclama. Da venerdì 8 gennaio però, la Regione ha comunicato di avere riaperto l’agenda per le nuove prenotazioni online, dedicate sempre al personale sanitario, ma che stavolta includono anche i medici di medicina generale e i liberi professionisti. Ma il dottor Droandi è lo stesso amareggiato e deluso per il fatto che la categoria che rappresenta sia stata esclusa dalla prima fase. “Fin dall’inizio della pandemia - dice - siamo la categoria che è più vicina ai malati. In tutta Italia ci sono stati 280 morti e, mi domando, perché dobbiamo ancora aspettare a vaccinarci”. “In Italia solo poche regioni, tra queste l’Emilia, hanno inserito anche i medici di base tra i primi a ricevere il vaccino, invece in Toscana dobbiamo aspettare e veniamo secondi anche agli amministrativi. Non dico che loro non vanno vaccinati - specifica il presidente - perché chi fa lavoro di front office è esposto al virus, ma almeno di essere stati insieme a loro. Invece niente, bisogna aspettare e forse, ma dico forse, ci possiamo prenotare e se anche così fosse poi il vaccino non sarà immediato e intanto noi continuiamo a curare i nostri pazienti con il pericolo di portare il virus in giro”. Il problema riguarda anche alcuni liberi professionisti, come i pediatri. “Mi amareggia molto questo criterio di scelta. Sembra quasi che non siamo considerati o lo siamo poco”. Invece il medico di base in questa pandemia, così come il personale sanitario, è rimasto in prima linea a curare e dare consigli. A riconoscere i sintomi del Covid da quelli dell’influenza. A proposito della quale, quest’anno c’è stato un calo di casi. Come conferma lo stesso Droandi: “Non ho numeri a supporto, ma dal mio osservatorio, riscontro che ci sono stati meno casi rispetto allo scorso anno, anche se il picco dell’influenza dovrebbe arrivare proprio in questi due mesi. Però la mascherina, il distanziamento sociale e anche il lavaggio delle mani, hanno contribuito a tenere alla larga anche il virus influenzale”. Per il quale, a ottobre, c’era stata comunque la vaccinazione che aveva interessato anche i medici di base. “Mi auguro - riprende Droandi - che si possano sbloccare presto le vaccinazioni e che possiamo sottoporci anche noi alla somministrazione”. 
Ma c’è anche qualche camice bianco che non è molto d’accordo sul vaccinarsi. “La vaccinazione non è obbligatoria - risponde il presidente dei medici - ognuno deve fare i conti con la sua coscienza. Rivolgendomi non al singolo, ma a tutti i medici, dico loro che vaccinarsi è un dovere”. In attesa che da oggi riaprano le prenotazioni. “E anche se succede, sarebbe sempre tardi”, ribadisce e conclude Droandi.