Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, sindaco Ghinelli il 23 marzo dal giudice: in caso di sospensione pronta la vice Tanti. Le accuse. Coingas e Comune parti offese

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Ci sono quattro tagliole sotto i piedi del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Riconfermato dagli aretini alla guida del Comune lo scorso ottobre ma a rischio sospensione in caso di condanna. Quattro ipotesi di reato spalmate su tutti e tre i filoni della melmosa inchiesta Coingas: è questo il peso con il quale il primo cittadino va verso l’udienza preliminare che ora ha una data segnata sul calendario: il 23 marzo. Quel giorno il caso giudiziario sull’intreccio tra politica, incarichi e favori approderà davanti al giudice Claudio Lara.

UDIENZA

Sarà lui a stabilire se mandare a giudizio i 13 indagati o alcuni di loro, o a ricevere richieste di riti alternativi. Serviranno probabilmente più udienze, ma prima dell’estate dovremmo conoscere la data del processo e vedremo se Coingas viaggerà su un binario rapido o lento. A meno che non si squaglino come neve al sole tutte le accuse messe insieme dal pm Andrea Claudiani prima e dal procuratore Roberto Rossi poi, il prossimo anno in questo periodo potrebbero essere maturi i tempi della sentenza. Ed eccoci al punto. Gli effetti che avrebbe un verdetto di condanna per gli amministratori pubblici coinvolti: ce ne sono diversi e il principale è appunto Ghinelli.

ACCUSE E RISCHIO

Premesso che in consiglio comunale il sindaco ha difeso il suo operato, e premesso che i suoi valenti avvocati Luca Fanfani e Piero Melani Graverini faranno di tutto per far cadere le imputazioni, vediamo cosa potrebbe accadere nella peggiore delle ipotesi. Uno scenario, del resto, che la stessa coalizione di centrodestra ha messo in preventivo fin dalla candidatura di Ghinelli per il mandato bis, suggellata davanti al caffè romano tra Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Ora Ghinelli. Il problema si chiama Legge Severino, un inciampo non da poco che impone lo stop all’attività amministrativa in caso di colpevolezza riconosciuta anche solo al primo grado di giudizio. Ricapitolando: il sindaco è accusato di favoreggiamento e abuso d’ufficio per la questione degli incarichi “facili” affidati da Coingas ai professionisti prediletti (il commercialista Marco Cocci, 144 mila euro, e l’avvocato Olivetti Rason, 399 mila, ipotesi peculato); Ghinelli è poi accusato di favoreggiamento nel presunto patto di corruzione tra Luca Amendola e il consigliere comunale Roberto Bardelli Breda che avrebbe promesso appoggio alla nomina a presidente di Multiservizi in cambio di un accesso al credito da 200 mila euro; e Ghinelli è accusato di abuso d’ufficio per la nomina di Francesco Macrì da consigliere comunale a membro del cda di Estra di cui poi diventò presidente, in violazione delle leggi vigenti, secondo la procura.

PIANO B: LUCIA TANTI

Ebbene, la Severino prevede che in caso di condanna anche ad un solo giorno di reclusione, per il reato di abuso d’ufficio scatta la sospensione dell’amministratore pubblico. Per il reato di favoreggiamento (e altri reati) lo stop c’è invece in caso di condanna ad almeno due anni di reclusione. Ora, ribadito il concetto che tutto è da dimostrare per Ghinelli e per gli altri in una fase ancora preliminare del processo, qualora si verificasse lo scenario peggiore, Ghinelli dovrebbe però interrompere il suo mandato conferito dagli elettori in attesa magari di riscattarsi in appello. Ecco allora che, non a caso, nella fase di distribuzione delle cariche in giunta, il sindaco ha premuto affinché nel ruolo di vice sindaco ci fosse la fidatissima Lucia Tanti. Sarebbe infatti lei a prendere le redini del Comune garantendo la massima continuità con una linea di sintonia totale con il sindaco sospeso. Il piano “b” del Ghinelli bis è nel cassetto, pronto all’uso. Nel corso delle indagini Ghinelli non ha reso interrogatorio dal pm. Ma in consiglio ha dato risposte per linee generali: sugli incarichi di Coingas (Arezzo è il Comune socio principale) le sue “pressioni”, disse, erano giustificate dal fatto di non bloccare la spa che eroga ricchi dividendi di Estra preziosi per gli aretini; su Bardelli, il sindaco disse che suo compito è di ascoltare tutti come un buon padre di famiglia e le frasi grasse intercettate dalla Digos o registrate a sua insaputa nelle riunioni rientrano nel registro colloquiale non formale; sulla nomina di Macrì ci sarebbe stato un parere legale a supporto della nomina in Estra.

STADERINI E IL DIRETTORE DEL GIORNALE

Il recente interrogatorio reso da Sergio Staderini (ex presidente Coingas ed ex braccio destro di Ghinelli, tra gli indagati) contiene ammissioni e smarcamenti. Staderini ha fornito alla procura ulteriori elementi scivolosi anche riguardo al sindaco. Ci sarebbe stato, a suo dire, l’interesse affinché l’avvocato fiorentino Olivetti Rason destinatario dei lauti incarichi Coingas venisse in qualche modo trattato bene, anche perché poteva influire sul direttore di una potente testata giornalistica, migliorando l’immagine pubblica sui media del sindaco. Ci fu pure un flusso di 14 mila euro da Coingas allo studio legale per pagare con quei soldi l’amica avvocatessa del direttore.

LA POSIZIONE DI MACRI'

Sempre Staderini - le cui registrazioni fatte di nascosto sono esplosive, ha fornito argomenti sul ruolo di Ghinelli nel presunto patto Breda-Amendola, mentre sulla nomina di Macrì ha riferito che la consulenza per blindare l’atto era stata di fatto chiesta da Macrì stesso (solo dopo dal Comune) e non legittimava l’esponente di FdI ad assumere deleghe gestionali che poi prese. L’interrogatorio potrebbe rivelarsi una bomba contro Macrì, visto che Staderini lo ha indicato come ispiratore delle consulenze a Rason. Le avrebbe “imposte”. Vedremo se il pm Rossi all’udienza preliminare (in base all’articolo 423 del codice di procedura penale) rincarerà la dose verso il presidente di Estra. Su Coingas ha per ora solo l’accusa di abuso d’ufficio, rischia il concorso nel peculato. Mentre in pentola bolle l’inchiesta Estra con contenuti ancora da scoprire.

COINGAS E COMUNE PARTI OFFESE

Fra i tredici imputati, a vario titolo coinvolti, ci sono l’assessore di ieri e di oggi Alberto Merelli, il consigliere Bardelli, il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi, l’amministratore di Coingas Franco Scortecci e la ex dipendente Mara Cacioli che fu chiamata a raddrizzare conti e carte, ovviamente ci sono Pier Ettore Olivetti Rason e Marco Cocci (Staderini ha difeso gli incarichi al commercialista), c’è un altro avvocato fiorentino, Jacopo Bigiarini, e c’è l’avvocato aretino Stefano Pasquini. Per tutti in agenda la data del 23 marzo. Mentre aleggia un punto interrogativo: Coingas e Comune sono indicati nel decreto “parti offese”, quindi dovrebbero costituirsi contro i loro vertici.