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Arezzo, scuola: pronti a tornare in aula i 16.800 studenti delle superiori, la campanella suona per metà. Appello al rispetto delle regole

Sara Polvani
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Sono 16.871 gli studenti delle superiori in provincia di Arezzo che domani, lunedì 11 gennaio, torneranno fra i banchi. Osservando la percentuale delle presenze al 50%. E un appello al rispetto delle regole arriva dal dirigente scolastico provinciale Roberto Curtolo. “Ad oggi non ci sono novità sul rientro”, spiega. “Tutto è fermo alle decisioni del tavolo prefettizio, attendiamo che ciascuno faccia la propria parte. L’esortazione agli alunni è stata fatta, quella ai dirigenti di raccomandare un comportamento consapevole è stata seguita. Certo mi lascia molto perplesso quanto sta avvenendo in giro per l’Italia”.

“La Toscana” continua Curtolo, “era pronta a partire il 7 gennaio ora parte l’11. Speriamo che non ci siano fattori esterni che conducano a una chiusura. Siamo pronti, monitoreremo la situazione, confidiamo nel senso di responsabilità dei giovani. Faccio appello al rispetto delle regole, dell’uso dei semplici accorgimenti che siano evitare assembramenti nel tragitto dalle fermate alla scuola, di usare le mascherine. Penso che siano i pochi elementi che consentirebbero di mantenere bassi i livelli di rischio”.

“I tre giorni dal 7 al 9 gennaio sono stati caratterizzati dalla didattica a distanza e tutte le classi si sono collegate in remoto”, spiega il presidente regionale dell’Associazione nazionale presidi e preside dell’Itis Galilei di Arezzo, Alessandro Artini. “Da lunedì ci sarà il rientro al 50% in presenza degli alunni. Quanto a lungo non è dato sapere ma si saprà con il prossimo Dpcm di metà mese. Dobbiamo aspettare ancora qualche giorno. Bisogna vedere come la situazione evolverà ma i dati non sono confortanti. Il passaggio successivo sarebbe passare al 75% e questo potrebbe essere un passaggio graduale, diversamente c’è il rischio che la percentuale del 50% degli alunni in presenza sia rimossa e tutto torni a distanza”.

“Una partita grossa la si gioca sul modo in cui si raggiunge il 50%”, prosegue Artini, “perché la prescrizione nazionale non dice che si devono far entrare tutti gli alunni di alcune classi e tenere fuori la metà delle restanti classi. In linea teorica se avessimo due plessi scolastici di pari grandezza, uno potrebbe rimanere aperto e l’altra chiuso ma questa è una ipotesi impraticabile. Mentre sono praticabili due opzioni: fare il conteggio complessivo delle classi avendo presente il numero equivalente al 50% e potremo decidere di far venire in presenza trenta classi e le altre trenta in remoto e questa è la scelta che è passata per lo più ad Arezzo. Per quello che riguarda l’Itis abbiamo fatto la scelta di dividere a metà ciascuna classe. Meglio dieci alunni distanziati anziché venti. Questa prospettiva dà maggiori tutele per la sicurezza sanitaria”. “Se vogliamo tenere aperte le scuole”, conclude Artini, “procediamo innanzitutto alla vaccinazione”.

“Partiamo da lunedì con il 50% delle classi”, spiega il preside del Liceo Piero della Francesca di Arezzo, Luciano Tagliaferri. “Lunedì, martedì e mercoledì rientrano le prime, le seconde e un gruppo delle terze. Poi ci sono classi del Coreutico e del quadriennale che rientrano sempre perché hanno particolari esigenze didattiche. Giovedì e venerdì abbiamo le rimanenti terze, quarte e quinte e le classi del Coreutico e del quadriennale. Se da lunedì 18 gennaio ritorna il 50% le alterneremo una settimana un gruppo e l’altra settimana un altro gruppo. Se invece andremo al 75% abbiamo creato un meccanismo per cui le classi su sei giorni vengono a scuola quattro giorni. Si spera che vada tutto bene. I ragazzi sono entusiasti, tutti desiderosi di rientrare. Noi monitoreremo la situazione".

Altro aspetto legato al ritorno a scuola degli studenti è quello dei trasporti. E grande attenzione è stata riservata alle azioni da mettere in campo per evitare gli assembramenti, in particolare alle fermate degli autobus. “Novità non ce ne sono: tutto è fermo a quanto previsto”, spiega il presidente di Tiemme, Massimiliano Dindalini, “L’unica novità è che abbiamo la previsione meteo che indica la possibilità di neve e questo complica le cose. Ma dal punto di vista della dotazione degli autobus e del progetto ‘Ti accompagno’ è tutto deciso da una settimana. Noi abbiamo collaborato anche indicando quali siano le fermate più ‘sensibili’ da questo punto di vista”.
Il progetto “Ti accompagno” che vede coinvolti Comuni e Provincia - ed è finanziato dalla Regione - permetterà di vigilare sulle fermate degli autobus e sui mezzi grazie ai tutor, individuati dalle associazioni di volontariato, che forniranno assistenza agli studenti con l’obiettivo di evitare gli assembramenti e rispettare il distanziamento al momento di salire sui mezzi.