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Arezzo, le voci degli studenti tornati in classe: "La vera scuola è in presenza, i luoghi a rischio contagio sono altri"

Sonia Fardelli
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Ritorno in classe per gli studenti delle scuole superiori di Arezzo: buona la prima. Dopo quasi due mesi di didattica a distanza hanno potuto di nuovo varcare la soglia dei loro istituti, rientrare in aula e rivedere insegnanti e compagni. Con la mascherina fissa e un sorriso che si rifletteva anche sugli occhi. Solo il 50% degli iscritti di ogni scuola è potuto rientrare, ma è stato un importante primo passo verso la normalità.

E tutto ad Arezzo è preceduto al meglio. Approfittando della bella giornata di sole molti ragazzi sono tornati a scuola in scooter o in bicicletta, altri accompagnati in auto dai genitori, e altri in autobus o in treno. Ma non ci sono state difficoltà o assembramenti. Tutor, autisti e forze dell'ordine hanno collaborato perché tutto filasse liscio.

Gli stessi studenti hanno rispettato regole che già conoscevano bene. Alla stazione anche la Polizia ferroviaria si è attivata per evitare assembramenti e far mantenere agli studenti le giuste distanze. Ci sono stati i controlli della Polizia Municipale e dieci tutor alle principali fermate cittadine degli autobus ad invitare gli studenti a rispettare distanze e regole. Disponibile, prima di salire in corriera, gel igienizzante per le mani. Termoscanner e di nuovo gel anche agli ingressi delle scuole.

E poi finalmente in classe con banchi distanziati e finestre aperte di frequente per cambiare l'aria. Soddisfatti di questo rientro gli stessi studenti, per molti dei quali è stata anche l'occasione per tornare a socializzare ed uscire di casa. Come sottolinea anche Francesco Falini di Sinalunga e studente dell'Itis Galileo Galilei di Arezzo: “Sono stato molto contento di tornare a scuola e di rivedere i miei compagni. Per chi come me abita in un paese diventa difficile anche uscire, incontrare persone. Tornare in classe è stata l'occasione per recuperare tanti rapporti. Questo primo giorno è stato positivo. Adesso bisogna rodare un po' le cose, come ad esempio quella di aprire spesso le finestre. Pratica giusta, ma bisogna comunque cercare di mantenere un po' di caldo all'interno della classe, altrimenti ci ammaliamo per il freddo. Il viaggio in treno è stato buono, non c'era affollamento. Tutto è stato fatto in sicurezza”.

Soddisfatta anche la compagna di classe Chiara Gabrielli: “E' stato un buon rientro e non ci sono stati problemi. La scuola ha messo tante attenzioni e tante regole. Siamo in sicurezza. Io poi sono venuta accompagnata dai genitori e non ho dovuto affrontare neanche il problema del viaggio in autobus o treno come tanti miei compagni”. Rientro in classe con il sorriso e tanta voglia di fare anche all'istituto Buonarroti Fossombroni di via XXV Aprile.

“Avevamo tanta voglia di tornare a scuola - dice Maria Grazia Belperio della quinta A Turismo - la didattica in presenza è tutta un'altra cosa. L'apprendimento è migliore e c'è il contatto diretto con gli insegnanti. E poi abbiamo potuto stare di nuovo insieme ai nostri compagni di classe ed intensificare i rapporti sociali. Sono tornata tranquilla e in sicurezza, non penso che le scuole siano luogo di contagio. C'è attenzione e tante regole e tutti le rispettiamo. I luoghi rischiosi sono altri”.

“Abbiamo tanta speranza che presto tutto possa tornare normale - dice Giulia Innocentini della quinta Geometri - l'impegno delle scuole è grande e va verso questa direzione. Tutto è stato studiato al meglio per farci tornare in classe in sicurezza. E qui si studia meglio, anche in vista dell'esame di Maturità, che non sappiamo ancora come sarà, ma speriamo sia all'altezza del diploma che poi otterremo. Una conclusione gratificante di tutti gli sforzi che abbiamo fatto in questi anni”.

Studenti aretini dunque di nuovo in classe, al momento solo al 50%, ma sfruttando al meglio tutto quello che i loro istituti offrono, dalle classe ai lavoratori, che hanno cominciato a funzionare di nuovo. E anche all'uscita di scuola non ci sono stati problemi. In tutti gli istituti è stata predisposta un'apposita segnaletica, dividendo in due i corridoi per l'entrata e per l'uscita.

E per chi doveva prendere l'autobus ad attenderli c'erano anche i tutor. Giovani poco più grandi di loro che li hanno invitati ad indossare correttamente la mascherina, tenere le distanze, ad igienizzarsi le mani e se necessario a salire nell'autobus bis, se il primo aveva già esaurito i posti disponibili e previsti dalle regole anti contagio. Rientro in classe alle superiori dunque superato a pieni voti. Ed oggi sarà un altro giorno.