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Arezzo, caccia ai banditi dell'Audi bianca. Medico sfugge alla rapina seriale con il posto di blocco dei falsi agenti

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Caccia in provincia di Arezzo e nel centro Italia ai tre falsi agenti con l’Audi S3 bianca che domenica alle 18 hanno rapinato una coppia a Badicorte con lo stratagemma del falso posto di blocco. Paletta, pettorine catarifrangenti, la luce led azzurra, l’invito a fermarsi, poi l’aggressione a mani nude e con una pistola, probabilmente a salve. I malviventi sono scappati con il Rolex dell’uomo, la collanina della moglie, soldi e cellulari. Un’azione identica era stata messa a segno a Tuoro sul Trasimeno (Perugia) il giorno precedente, alle 19, ai danni di una donna.

Nel mirino dei banditi è finito anche un medico che però si è accorto in tempo dell’inganno e ha ingranato la retromarcia. Veniva da Perugia, sulla Siena Bettolle, in zona Foiano e Sinalunga, ed era con la compagna: “Mi hanno affiancato e puntato la torcia in faccia, ho visto la pettorina con la scritta carabinieri di plastica palesemente finta”, ha raccontato. Le vittime dell’assalto riuscito a Badicorte sono un imprenditore di 58 anni di Manciano (Castiglion Fiorentino) e la moglie. Titolari di una nota attività di vendita di fiori e piante. Entrambi sono stati colpiti al volto dal malviventi: con una gomitata lui e con uno schiaffo lei. Visitati e medicati al pronto soccorso, hanno ricevuto alcuni giorni di prognosi.

Domenica pomeriggio i coniugi stavano viaggiando a bordo della loro auto, una Range Rover, a non troppi chilometri da casa, nel comune di Marciano della Chiana, quando sono caduti nel tranello teso dai banditi con un clichè non nuovo. Orario serale, buio, una luce lampeggiante, la paletta che oscilla e la naturale conseguenza di rallentare e fermarsi. In un attimo l’imprenditore e la moglie sono stati affrontati in modo rude. Lui è stato immobilizzato nella parte posteriore dell’auto. Strappati gli oggetti di valore, i tre sono poi spariti. In questo caso pare si siano qualificati come poliziotti. La macchina non presentava segni riconducibili a Polizia, Carabinieri, Finanza, Polizia Municipale.

Le persone non indossavano la divisa, ma i berretti e la mascherina per sembrare agenti e per nascondere il volto. La paletta e le pettorine traevano in inganno. L’inflessione della parlata sarebbe del sud. La coppia, dolorante e sotto choc, ha chiesto aiuto e sono arrivati i militari dell’Arma di Lucignano. Indagini subito avviate con la Compagnia di Cortona guidata dal capitano Monica Dallari. Incrocio di informazioni con i colleghi delle altre zone dove la banda ha colpito o ha tentato di farlo. I collegamenti con i fatti in Umbria sembrano certi.

L’Audi, pare rubata in Valdarno, è oggetto di ricerche serrate. Appello dei carabinieri: fornire tempestive segnalazioni al 112 e diffidare di posti di blocco con persone in borghese: le forze dell’ordine operano in divisa. Purtroppo la suggestione e i controlli sulle strade per i Dpcm anti Covid possono favorire i criminali.