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Arezzo, rapinati da falsi agenti: le indagini e le fake news sui social tra bufale e identikit che danneggiano ignari cittadini

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Dopo i falsi agenti - ma veri banditi - ora piovono anche false notizie sul caso delle rapine in serie con il trucco dei posti di blocco. La foto sui social di una Audi bianca come quella in azione tra Badicorte, Tuoro e Sinalunga, ha fatto gridare ieri al: “li hanno arrestati!”.

Una bufala. L’immagine rappresentava una situazione avvenuta tempo addietro al nord, scollegata dai fatti di questi giorni e cioè la rapina alla coppia di imprenditori dei fiori di Manciano, l’assalto ad una donna al Trasimeno e l’approccio analogo al medico che è sfuggito ai malviventi.

Sono ricercati in tre, con inflessione dialettale del sud, con l’Audi rubata in Valdarno, muniti di lampeggiante led farlocco, palette per l’alt, pettorine catarifrangenti e pistola a salve. Hanno agito con il volto coperto da berretti in testa e mascherine. Nessuna delle vittime li ha visti nitidamente in faccia eppure c’è anche chi, sempre sui social, si è inventato l’identikit del capo della banda giocando uno scherzo di pessimo gusto all’ignaro Mirco Tripponcini, 50 anni, di Castiglion Fiorentino, che si è visto fiondato in un flipper di messaggi whatsapp e facebook che lo toccavano da vicino.

“E’ stato usato un mio ritratto preso dal profilo Facebook, poi spacciato per l’identikit del delinquente delle rapine”, spiega Tripponcini, impresario della nota e stimata famiglia di costruttori edili di Castiglion Fiorentino. Istruttore di judo, persona affabile che insegna ai bambini, cordiale, ha avuto un risveglio brusco, con immagine e onestà messi in dubbio. Forse alla radice c’è stato un intento goliardico, poi diventato valanga virale: con i social non si scherza. Tripponcini, con il suo inconfondibile look e la folta barba, è apparso in tv e sui siti di informazione per spiegare a tutti che quelle in giro erano, ovviamente, falsità.

Quanto alla verità vera, le indagini proseguono serrate da parte dei carabinieri tra Toscana e Umbria. A ieri sera non risultavano accelerazioni nelle ricerche dei finti carabinieri o poliziotti (a seconda delle circostanze) che domenica alle 18 hanno picchiato moglie e marito di Manciano (Castiglion Fiorentino) strappando loro Rolex, catenina, portafoglio, cellulari dopo averli fatto accostare, in auto, simulando un controllo.

La replica di quello che era andato in scena il giorno prima a Tuoro. Mentre il medico sulla Siena-Bettolle, affiancato e con la torcia puntata sugli occhi, è riuscito a ingranare la retromarcia prima che fosse tardi.