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Arezzo, aprono i ristoranti per protesta: "Fate più controlli, ma fateci lavorare"

Francesca Muzzi
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Luci accese, serrande su, ma niente somministrazione di bevande e cibo. E’ la manifestazione “pacifica”, che ci sarà stasera, domani e domenica dalle 18 fino alle 22 anche nei ristoranti cittadini oltre che in tutta Italia. Si chiama “Io apro 1501 in sicurezza” e ad Arezzo saranno una decina i locali che hanno deciso di aderire. Stanchi delle chiusure forzate, dei ristori che non arrivano o che ne arrivano pochi, i ristoranti mettono in atto una sorta di flash mob per richiamare l’attenzione su un anno tragico per la ristorazione. All’inizio la manifestazione sarebbe dovuta essere più “rivoluzionaria”, nel senso che c’era chi aveva proposto di servire anche la cena, a rischio però di prendere qualche sanzione che in questo momento non è indicata. E quindi ecco che cosa hanno deciso di fare i circa dieci ristoranti che si sono ritrovati nel pomeriggio di ieri. “Saremo circa una ventina - dicono gli organizzatori - a tenere aperto oggi, domani e domenica dalle 18 fino alle 22. I nostri locali saranno chiusi, perchè è consentito il solo servizio da asporto, ma avranno le luci accese. I cittadini che ci vogliono sostenere saranno esenti da multe, perché li metteremo a distanza e con le mascherine. Non serviremo né cibo e né bevande e sarà una manifestazione pacifica nel pieno rispetto dei Dpcm che sono in corso”. Quello che i ristoratori chiedono è di riaprire i locali: “Chiediamo più chiarezza e più disponibilità all’attuale Governo, perché i giorni di chiusura aumentano e con loro anche i problemi e le spese che ci sono sempre e che dobbiamo sostenere”. Chiedono di riaprire anche a costo di avere più controlli rispetto a quelli che ci sono stati fino a questo momento. “Chiediamo di farci riaprire, ma anche che ci siano più controlli. Se in un locale ci possono stare dieci persone e ad un controllo ce ne sono più, è giusto che siamo sanzionati. Perché il Covid non è vero che si prende solo nei bar o solo nei ristoranti. Ci sono ristoratori pronti ad aprire solo su prenotazione. Chiediamo solo di lavorare e di permettere alle persone di uscire anche solo fino alle 22. Perché non è giusto che in tutto questo ci guadagni solo la grande distruzione e i contagi alla fine continuano ad aumentare”. Durante la riunione i ristoratori hanno anche deciso che “le eventuali sanzioni che ci possono essere sono tutte a carico del gestore del locale, ma non ci saranno perché metteremo a distanza i clienti e tutti avranno la mascherina”. “Tecnicamente - proseguono ancora - il Dpcm vieta unicamente il consumo di cibo e di bevande nel locale e quindi se entrano senza consumare, un’eventuale sanzione non avrebbe corso”.

La protesta durerà per tutto il fine settimana. Comincerà alle ore 18 quando i ristoranti devono chiudere e proseguirà fino alle 22 quando scatterà il coprifuoco. “Per favore fateci riaprire - dicono i ristoratori - Chiediamo di potere tornare a lavorare e di ricominciare nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza. Proviamoci, almeno. E’ ciò che vorremmo”.