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Arezzo, bar chiuso e multato per assembramento. Il titolare: "C'erano 4 clienti in più"

Francesca Muzzi
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Chiuso per cinque giorni e multato di 400 euro per assembramento. La zona gialla fa le prime vittime tra i locali del centro. E’ successo sabato scorso verso l’orario di chiusura ad un bar in Corso Italia che sarà costretto a riaprire i battenti venerdì. E’ stata la polizia municipale, impegnata per i controlli sul territorio ad eseguire il provvedimento. Secondo quanto riportato dai vigili, il locale sarebbe rimasto aperto dopo le 18 e dentro c’erano troppi clienti. E così è scattato il provvedimento: cinque giorni di chiusura e multa di 400 euro. Luca, il titolare, è amareggiato e deluso. Ma soprattutto controbatte: “Non eravamo aperti dopo le 18”. Però ammette: “In quel momento la situazione ci può essere sfuggita di mano, perché in effetti c’erano davvero quattro clienti in più - 31 invece di 27 - tanto che abbiamo chiesto loro di andare via”. “La multa la paghiamo e resteremo anche chiusi - dice ancora Luca - Le nostre responsabilità ce le prendiamo tutte, però vorremmo anche aggiungere una cosa. Così come noi privati e titolari di locali cerchiamo, per quanto possibile di rispettare tutte le regole: mascherine, gel e assembramenti, vorremmo che le stesse vengano fatte rispettare anche nel pubblico”. Luca specifica: “Sabato sera in centro ad Arezzo c’era davvero tantissima gente, per le strade mi hanno segnalato anche qualche assembramento, ho visto gente con e senza mascherina. Mi chiedo ma perché non ci deve essere la stessa gestione e rigidità sia per il privato che per il pubblico?”. “Invece non è giusto che ci dobbiamo rimettere sempre noi esercenti che, come tutti sanno, abbiamo avuto un anno difficile”. Ciò detto Luca ribadisce che pagherà la multa e su facebook ha già dato appuntamento ai clienti alla riapertura. “Non voglio lamentarmi per quello che è stato questo anno, perché tanto lo sanno tutti, vorrei solo che le stesse regole fossero rispettate tanto nel privato quanto nel pubblico, perché sappiamo che ora più che mai c’è bisogno di socializzare e di uscire”. 
E intanto anche ieri sera è proseguita la protesta dei ristoratori che è iniziata venerdì scorso. La zona gialla ha permesso loro in questo fine settimana di rifiatare un po’. Tanti sono stati coloro che hanno scelto il ristorante a pranzo e molte le prenotazioni, ma adesso chiedono di restare aperti anche la sera per cena. Per questo motivo da venerdì a ieri sera sono stati tre giorni di protesta dal titolo “ioapro in sicurezza” dove i ristoratori hanno tenuto le luci accese e le tavole apparecchiate fino alle 22. 
La solidarietà dei clienti e dei semplici passanti ha fatto il resto. 
Ma per il momento le regole restano queste: apertura dei ristoranti e dei bar fino alle 18. Asporto per i ristoranti consentito dopo le 18, mentre per i bar no. “Noi tanto non lo abbiamo mai fatto”, dice Luca che amareggiato e rassegnato si appresta ad altri cinque giorni a casa.