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Arezzo, solidarietà al cittadino accusato di diffamazione per post sulla Municipale. Il Comune riflette su ritiro querela

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Flash mob, mascherine dedicate e solidarietà per Paolo Giusti, il cittadino di Arezzo esasperato dal microcrimine a Saione, che chiedeva sicurezza ma si trova imputato per diffamazione verso Polizia Municipale e sindaco. Una denuncia spiccata nel 2017 dall’allora comandante Cino Augusto Cecchini, per un post su facebook di irritazione che oggi diventa “caso” giudiziario con risvolti impopolari per l’amministrazione Ghinelli. Una trentina di cittadini hanno dato vita davanti al tribunale ad una dimostrazione con lo slogan “#iostoconpaolo” per sottolineare l’inopportunità dell’azione. (foto di Agnese Melara e Irene Scarlato). Nell’aula del giudice Giampaolo Mantellassi, l’udienza per diffamazione aggravata si è conclusa con un rinvio al 13 luglio.

Con l’auspicio del giudice che le parti trovino una via d’uscita e la querela venga rimessa. Non può toglierla il nuovo comandante della Municipale, Aldo Poponcini, perché non fu lui a presentarla. E il suo predecessore, Cecchini, ieri ad Arezzo non era presente trattenuto dalle restrizioni Covid nella sua Padova dove è tornato a vivere. Così Giusti resta in stand-by. Al suo fianco c’era l’avvocato Roberta Blasi, che insieme al collega e marito Carlo Barsotti è impegnata anche come cittadina per il miglioramento dei livelli di sicurezza, decoro e ordine nella zona di Saione, Campo di Marte, Pionta. In quel 2017 la situazione era molto difficile e Giusti, che abitava sopra al negozio epicentro di spaccio e violenza, ne risentiva assai. Molte richieste di intervento, ha raccontato, caddero nel vuoto. (Anche se, sottolineano alla Municipale, dal 2017 sono stati 311 gli interventi in via Piave).

Così un giorno che la pattuglia non era arrivata postò la frase: “La polizia municipale anche oggi ha dimostrato di tenersi volontariamente distante dall’adempiere il suo dovere quando questo comporta grattacapi…” A dire la verità sui social si trova di molto peggio. Se l’esternazione rientra nel pieno diritto di critica (in ordine a verità, congruenza e interesse sociale) senza travalicare nell’offesa al Corpo - che su Saione si è comunque attivato - e al sindaco cui fa capo, lo stabilirà la giustizia. Ma ora, grazie al rinvio del processo (e nessuno si è costituito parte civile) si apre una riflessione che può preludere ad un accordo. Vedremo. Il Movimento 5 Stelle con una nota ha sottolineato come Giusti sia “un cittadino attivo e responsabile che si è sempre battuto per il bene del suo quartiere”.

Non un “leone da tastiera”. E accanirsi contro quel suo sfogo, calato in un periodo che era buio per Saione e Giusti era impegnato nel comitato, “non è giustizia ma una forma di bullismo istituzionale”. Paolo Giusti, propone a tutti di “fare un passo avanti”. Lui stesso, la Pm, il sindaco. “Diamoci la mano dopo aver riflettuto su come siamo arrivati a questo e sui nostri ruoli”. Ghinelli, sollecitato sul caso anche dal Comitato, sta riflettendo e già oggi potrebbe esprimersi.

Lu.Se.