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Pupo chiede aiuto a Maria Elena Boschi: "Aiutaci a riaprire Ponte Catolfi a Ponticino"

Francesca Muzzi
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All’inizio c’era Lillino. E a Ponticino e Laterina qualcuno lo aveva paragonato al traghettatore Caronte della Divina Commedia. Sicuramente meno inquietante, perché Lillino faceva approdare sane e salve le persone da una parte all’altra dell’Arno. Da Ponticino a Laterina e viceversa. Poi, Lillino con la sua specie di traghetto se ne andò in pensione e nel 1960 venne inaguarato il Ponte Catolfi, 64 metri di calcestruzzo armato. Ma oggi anche lui non c’è più. La tragedia del Morandi a Genova e dunque i controlli più capillari sui ponti hanno reso necessaria la sua demolizione - anche se già il ponte poteva essere percorso in una sola carreggiata - e così in un giorno di febbraio del 2020, ante pandemia, il Ponte Catolfi è stato buttato giù. Da allora la vita a Ponticino e Laterina non è stata più la stessa. Chilometri e chilometri per passare da una parte all’altra. Promesse su promesse di ricostruzione “il ponte doveva essere ricostruito in sei mesi”, dicono i residenti e alla fine su quella riva desolata a guardare attraverso la rete di plastica arancione, è arrivato anche Pupo che ha preso a cuore la situazione chiedendo aiuto anche a Maria Elena Boschi. “Elena, abiti a 300 metri dal ponte, aiuta i tuoi concittadini”, chiede Pupo. Enzo Ghinazzi, nativo di Ponticino, lo dice dalle telecamere di Striscia la Notizia arrivata in Valdarno per testimoniare la storia infinita del ponte. “Il ponte doveva essere ricostruito alla fine del 2020 - racconta Pupo - ma invece non si è visto niente. E’ ancora tutto fermo e noi abitanti di Ponticino e di Laterina dobbiamo fare un giro incredibile per raggiungere Firenze e Arezzo. Una situazione ai limiti dell’assurdo. C’è gente che ha ristoranti e ha perso molto del fatturato, già compromesso dal Covid. Storie incredibili di persone che devono fare 40 chilometri solo per attraversare pochi metri per andare a lavorare un terreno agricolo”. Da qui l’appello anche a Maria Elena Boschi, originaria di Laterina. “Abita ad appena 300 metri dal ponte. Mi piacerebbe se mi desse una mano ad accendere una luce su questa situazione. Sono convinto che le possa interessare se non per se stessa, quanto per i suoi concittadini”. La strada alternativa al Ponte Catolfi, passa attraverso un altro ponte dove però ci sono dei lavori e quindi si percorre a senso unico alternato. Sulla questione arriva la replica del sindaco di Pergine Laterina, Simona Neri: “Su questo ponte ci sono sempre stati problemi. La ditta che attualmente sta lavorando è la 13esima in graduatoria. Ci siamo presi la responsabilità di far partire il cantiere per la messa in sicurezza di un ponte pericoloso ed i lavori, sotto la responsabilità del Direttore Lavori (lo Studio Titton) ed il Coordinatore per la Sicurezza (Ing. Maurizio Sacchetti) verranno terminati a luglio 2021 - assicura il primo cittadino - Tutti i disagi sono comprensibili, soprattutto quelli di chi usava il ponte sistematicamente, ogni giorno. Ma a maggior ragione saranno proprio questi cittadini che avranno, quantomeno per i prossimi 50 anni, il beneficio di percorrere un'opera strutturale in totale sicurezza senza più semafori e pericoli di sorta. Recentemente, è stata accettata la richiesta di proroga della fine dei lavori fino a luglio inviata dalla ditta”. “Il sindaco Neri che tra l’altro stimo molto - dice Pupo - si è impegnato a riconsegnare il ponte per luglio. Noi ci saremo a testimoniare, perché la situazione si deve assolutamente risolvere”.