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Arezzo, morto investito da bus Tiemme mentre raccoglie capriolo in strada: video dell'incidente in tribunale

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Morì urtato dallo specchietto dell’autobus Tiemme, mentre raccoglieva sulla Setteponti la carcassa di un capriolo. Nel processo all’autista del mezzo pubblico per la morte di Argante Sinatti, ieri in aula alla Vela è stato visionato il video del tragico incidente. Una sequenza filmata ripresa dalla telecamera interna della corriera, quella sera del 4 novembre 2017.

 

 

La proiezione dinanzi al giudice Ada Grignani, al pm Luigi Niccacci e alle parti del processo - l’imputato è difeso dall’avvocato Piero Melani Graverini e la parte civile è assistita dall’avvocato Tiberio Baroni - sarà ripetuta nella il 10 febbraio. Serve un proiettore diverso per ingrandire certi aspetti. Importante, secondo il pm, il fatto che l’auto della vittima ferma sul ciglio della strada avesse i fari accesi, come risulta da una testimonianza. Questo, secondo la pubblica accusa, doveva rendere più accorta la condotta di guida dell’autista. Era quasi buio e non si accorse del pedone. L’impatto ebbe conseguenze irreversibili per Argante Sinatti, sceso in mezzo alla strada per rimuovere l’animale investito da qualche mezzo in transito. L’ipotesi di reato a carico di P.M., esperto conducente di 62 anni, è l’omicidio stradale.

 

 

L’incidente avvenne a San Leo lungo la regionale 69. L’investito aveva 70 anni e abitava a Pratantico. Lo specchietto del bus lo colpì alla tempia. Il processo dovrà stabilire se una diversa condotta di guida poteva evitare la tragedia. Se, come contesta la procura, l’autista “poteva vedere l'ostacolo per tempo e compiere le manovre richieste come la frenatura o deviazione e superamento con spostamento a destra”. Anche il comportamento della vittima, è emerso dalle indagini, ha inciso nella tragedia: come automobilista non doveva parcheggiare lungo la regionale e, come pedone (pur non tenuto a indossare il giubbino catarifrangente) fu “di intralcio alla circolazione”.

Lu.Se.