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Arezzo, apre ristorante giapponese in Piazza Grande. Il titolare: "Investo per non sparire"

Francesca Muzzi
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Il numero di cellulare è scritto bello grande così come il nome del ristorante giapponese, Hanami, che tra due settimane circa aprirà nel salotto buono di Arezzo, Piazza Grande, location della Giostra e del film “La vita è bella”. Dall’altra parte della cornetta risponde Saverio Salvati, aretino d’adozione che per “sopravvivere e non morire” ha deciso di ricavare dal suo già esistente ristorante, “La Locanda del Mare”, uno spazio per il sushi. La sua apertura però, ha già provocato qualche mal di pancia in chi non vede di buon occhio il “giapponese” nel cuore del centro storico di Arezzo e chi, memore del regolamento sulle attività commerciali emanato dall’ex assessore Marcello Comanducci, si chiede se il sushi in piazza Grande sia consentito. Lo è. Perché regolamento alla mano (2018), ad essere bloccati sono tutti gli artigiani non tipici, mini market, phone center ed altri, ma non la somministrazione. “O mi reinvento o sparisco”, attacca Saverio, che dalla Toscana alla Campania gestisce tre ristoranti uno ad Arezzo, uno in provincia di Salerno e uno sull’isola di Capri. Anche lui ha dovuto fare i conti con il Covid. “Locali chiusi, dipendenti in cassa integrazione e se un anno fa, adesso stavo in vacanza, oggi mi tocca tirare su le maniche e ricominciare”.

Il centro storico ha risentito dei mercatini di Natale che quest’anno non ci sono stati: “Per questo dico che un anno fa ero in vacanza. Di solito si lavorava a oltranza dall’estate fino alla fine delle festività natalizie. Quest’anno il buio più totale”. E quel bivio: reinventarsi o aspettare.

Saverio ci ha pensato, si è confrontato con la famiglia e alla fine ha deciso: “Divido il ristorante in due parti. Una resta sempre la Locanda del Mare e nell’altra, dove una volta c’era la pizzeria, nasce un ristorante giapponese che si chiamerà Hanami, parola che si riferisce alla tradizionale usanza di godere della bellezza della fioritura primaverile dei ciliegi”. Una scelta, che non è arrivata per caso. “Il sushi, attualmente, è uno dei prodotti più richiesti e così ho deciso di provarlo. Niente turisti, più aretini in giro, vediamo se funziona”. In cucina non ci sarà uno chef giapponese, ma un italiano: “Diciamo che ho investito anche in lui, perché è uno degli chef più quotati specializzati in cucina giapponese” e, l’altra buona notizia è che “con questa apertura farò rientrare i miei dipendenti dalla cassa integrazione. Alcuni nemmeno l’hanno riscossa, sono ragazzi monoreddito e devono lavorare”.

L’apertura è prevista intorno al 10 di febbraio. “Prima di San Valentino – dice ancora Saverio – Mi rendo conto che è un momento difficile e che investire ora sembra un salto nel vuoto, ma dobbiamo anche cercare di guardare avanti e in qualche modo di tornare a galla, reinventarsi. Io ho tre locali, affitti e bollette che non si sono fermati. Tento la carta del giapponese, è un azzardo? Non lo so. Ma l’alternativa è morire. E io voglio vivere”. Per buona pace di tutti i mal di pancia.