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Arezzo, operato alla schiena non si risveglia dopo l'intervento e muore. Il figlio annuncia esposto: "Vogliamo sapere cosa è successo"

Luca Serafini
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“Ho salutato il mio babbo la sera prima dell’operazione. Era sereno. Poi il giorno dopo il medico ci ha detto che l’intervento era andato bene ma che non si era risvegliato. Il mio babbo ora è morto e vogliamo capire cosa è successo”. Marco Costanzi, autista di Tiemme, è il figlio di Angelo, deceduto a 65 anni dopo essere entrato nella sala operatoria della clinica San Giuseppe mercoledì mattina, 27 gennaio, per sottoporsi ad un intervento alla colonna vertebrale per la posizionatura di tre placche. “Non so cosa è capitato. Gli è mancato l’ossigeno. In coma irreversibile, lo hanno portato subito al San Donato in Rianimazione ma non si è più ripreso”.

 

 

Non c’era più nulla da fare. Angelo Costanzi era molto conosciuto ad Arezzo: funzionario della Motorizzazione Civile per una vita, in pensione da un anno. La commissione accertamento morte della Asl ha terminato il suo compito nella tarda serata di ieri seguendo i protocolli. Ma la speranza era già cessata molto prima. Dall’ospedale ora partirà una segnalazione, come avviene in questi casi, rivolta alle autorità. Ma i familiari del paziente hanno già fatto i primi passi affidandosi all’avvocato Francesco Molino e sarà presentato un esposto in procura a stretto giro. Quella che inevitabilmente va ad aprirsi è la seconda inchiesta nel giro di un paio di settimane per decessi legati al San Giuseppe Hospital.

 

 

La procura si sta occupando della morte di una cinquantenne operata a giugno per artrosi lombare, non risvegliatasi dall’anestesia, trasferita in coma in altre strutture e morta all’Umberto I di Roma il 15 gennaio. Ci sono due medici indagati. L’apertura di un fascicolo sul decesso di Angelo Costanzi è imminente. L’attività della magistratura è volta in queste circostanze a fare luce su eventuali responsabilità mediche e il primo passo è l’acquisizione delle cartelle cliniche e dei risultati dell’esame autoptico. Nella fase preliminare delle indagini, a tutela delle persone coinvolte, vengono inviati avvisi di garanzia per consentire la nomina di consulenti di fiducia. Un percorso ancora da avviare. Intanto c’è il dolore dei familiari, lo sconcerto dei tanti che conoscevano Costanzi, persona per bene, stimato, benvoluto.

“Soffriva di mal di schiena e doveva finalmente operarsi per risolvere il problema”, dice il figlio. Si era consultato con i medici, si era affidato alla clinica, era stato controllato e preparato prima dell’anestesia e di andare sotto i ferri. L’intervento non si presentava come particolarmente rischioso. Qualcosa è andato storto. Da capire se per colpe o fatalità.