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Arezzo, Ronda Ghibellina più forte di pandemia e meteo: così a Castiglion Fiorentino è riuscita l'edizione 2021 con 950 atleti di trail

Piero Rossi
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Castiglion Fiorentino sugli scudi negli ultimi giorni di gennaio, per la Ronda Ghibellina, la manifestazione che nel fine settimana ha portato nel paese del Cassero un migliaio di concorrenti e appassionati da ogni parte d'Italia. Era l'undicesima edizione: “Undecima” l'anno definita gli organizzatori, e “Primitiva” per il tono “spartano” imposto dal Covid.

Sono stati 950, per la precisione, i partecipanti, ma “abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni – ci dice Renato Menci, presidente di NBS Ronda Ghibellina – per evitare problemi organizzativi, altrimenti avremmo potuto arrivare anche a 1200 concorrenti”.

 

 

 

Uno dei primi eventi di questo livello da quando siamo sotto pandemia, il che fa onore a tutta la perfetta organizzazione della Ronda.

La corsa di trail si articolava in quattro diverse competizioni: 15 chilometri per i partecipanti a quella del sabato sera, in notturna, ad aggravare le difficoltà dovute al percorso, al gelo, alla pioggia; sono partiti in quasi 150. Domenica mattina alle 6 al via, invece, i concorrenti più “estremi”, quelli disposti a cimentarsi sui 70 kilometri: erano circa 140. Alle 8 i “maratoneti” della Ronda da 45 km, circa 300; infine alle 9 il gruppo più numeroso, quello in gara per 25 chilometri.

Tra questi anche il sindaco Mario Agnelli, appassionato podista e ciclista, sceso in gara anche quest'anno nonostante una “preparazione approssimativa ed una forma fisica disastrosa”. Il percorso, affascinante per chi lo può fare con una jeep, su e giù per le colline castiglionesi: dal piazzale della piscina comunale su per Senaia, Mammi, fino al Cippo Meoni; poi la Foce, Caldesi, Corneta, Renzana e, attraversato il burrone del Rio Menseta, fino agli Amareti; su verso Alteto, Badia Largnano, il Ranchetto, la Montanina, Querceta, San Lorenzo, Belvedere. Poi di là verso Monte Filippo, per ridiscendere verso Ristonchia, tornare in Val di Chio, su e giù da Petreto, il Roccolo, Orzale, Castel d'Ernia, prima di tornare verso il miraggio del piazzale della piscina. Chi tutto il percorso, chi una parte, per i più valorosi – quelli dei 70 km – anche una puntatina di una quindicina di kilometri verso la cima di Sant'Egidio.

 

 

 

Cura meticolosa per le norme anti Covid: tutti in mascherina alla partenza e in prossimità dei ristori (in questo caso ci sono stati) - al Cippo Meoni, a San Martino, al Ranchetto, Ristonchia, Petreto – e partenze “a cronometro” scaglionate. Condizioni meteorologiche problematiche, pioggia e fango, sommate ad una preparazione fisica imperfetta a causa della pandemia, hanno portato quest'anno ad una più alta percentuale di ritiri. Cinque ambulanze lungo il percorso, cinque mezzi della VAB e quattro jeep della ditta Santiccioli, due centrali operative. Oltre duecento volontari – oltre alla decina di organizzatori guidati da Renato Menci – il tutto per una macchina organizzativa che, con tutte le difficoltà di questo momento storico, ha funzionato alla perfezione.