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Arezzo, offese ai vigili urbani durante i rilievi dell'incidente: condannato a risarcire sei agenti e il sindacato

Luca Serafini
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Medico attacca verbalmente sei vigili urbani e viene condannato per oltraggio a pubblico ufficiale a 4 mesi di reclusione. Con l’obbligo di risarcire ogni agente e il loro sindacato con 500 euro a testa. Per ora. La sentenza è fresca e l’ha emessa il giudice monocratico Isa Antonietta Salerno, chiamata a decidere sul caso del cinquantenne medico finito a processo per essere uscito dai gangheri in occasione di un incidente stradale.

 

 

Correva l’anno 2017, il 20 dicembre, e tutto accadde nella centralissima via Petrarca. Il medico era accorso nel luogo dove la moglie era rimasta coinvolta in un sinistro stradale, un tamponamento. Momenti concitati e di grande preoccupazione. Per fortuna le conseguenze alle persone non furono gravi. Ma nel contesto dell’intervento degli uomini della Polizia Municipale, mentre si eseguivano i rilievi di legge, il dottore ebbe da ridire sulle modalità con cui i vigili stavano operando.

“Vergogna, siete una vergogna”, avrebbe detto il medico all’indirizzo degli operanti “vi denuncio per omissione di soccorso verso mia moglie che è in stato di shock”, lamentando il fatto che la donna era trattenuta a nell’abitacolo. Per manifestare il suo disappunto sull’attività degli agenti, l’uomo li avrebbe appellati come “sudici” attribuendo loro un “lavoro di m...”

 

 

 

Insomma la tensione del momento fece fiorire una gamma di espressioni che secondo le pattuglie della Municipale meritarono la denuncia penale. Una comunicazione con la notizia di reato partì verso la procura per esporre il comportamento tenuto dal cittadino, con le frasi dai contenuti definiti denigratori verso la dignità dei vigili urbani sia come persone che come lavoratori. I sei agenti (due sono donne) si sono costituiti parte civile nel processo al dottore ed il giudice ha ammesso anche il sindacato CSA RAL in base al principio che è titolato a farlo in quanto rappresenta gli iscritti colpiti dalle offese.

 

 

 

Nel processo celebrato con rito abbreviato davanti al giudice monocratico di Arezzo, l’imputato era difeso dall’avvocato Francesco Molino. Il medico è stato giudicato colpevole del reato di oltraggio a pubblico ufficiale: 4 mesi con il beneficio della condizionale. Più il risarcimento in via provvisionale di 500 euro per ogni agente e per il sindacato, assistiti dagli avvocati Roberto Alboni (gli agenti) e Tommaso Acuti (il CSA).

Da pagare anche le spese legali. In sede civile sarà quantificato definitivamente il valore del risarcimento. La sentenza arriva mentre è pendente in tribunale il processo per la presunta diffamazione contestata al cittadino Paolo Giusti. Era sempre il 2017 (comandante era Cino Augusto Cecchini) e Giusti, esasperato dai disordini a Saione, scrisse su Facebook critica verso la Municipale. Il caso è arrivato anche in Consiglio comunale. Il sindaco Ghinelli auspica una composizione, tutelando però l’onore del Corpo.