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Arezzo, passeggero del treno morto per portiera difettosa: dieci a processo ma come per disastro di Viareggio reato va in prescrizione

Luca Serafini
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Francesco Lupi morì per colpa della portiera dell’Intercity 592 che doveva rimanere bloccata perché il treno non era ancora arrivato in stazione. Invece si aprì.

Così l’uomo, 82 anni, maestro di ballo di Chianciano, scese pensando di essere giunto a destinazione e morì travolto da un altro treno in transito, il Regionale 3099 che se lo trovò davanti. Era buio, alla periferia di Arezzo, zona Esselunga, alle 17.49 del 7 gennaio 2013. Ieri davanti al giudice Filippo Ruggiero si è celebrata l’udienza del processo ai dieci imputati a giudizio per quella assurda tragedia.

 

 

 

Ma il rischio è che tutto svanisca per la prescrizione: il reato di omicidio colposo può cadere come è avvenuto in Cassazione per il disastro di Viareggio. Si attendono le motivazioni della Suprema Corte. Se passa il concetto che l’omicidio colposo in questi casi non è aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, il reato è già estinto. Se ne va dopo sette anni e mezzo in base ai calcoli della giustizia sull’entità della pena. Se invece l’aggravante c’è, il reato resta in piedi per il doppio del tempo.

 

 

 

E ci sarebbe tutto il tempo per arrivare alla sentenza. I motivi della Cassazione saranno decisivi per qualificare il fatto dove l’anziano non era un lavoratore - come le 32 vittime di Viareggio - ma un passeggero. Ieri intanto il medico legale escusso dal pm Luigi Niccacci ha escluso che si trattò di suicidio. Lupi pensava di essere alla stazione. Indagini e perizie hanno stabilito che il portellone non avrebbe dovuto aprirsi: colpa del meccanismo di “lateralizzazione” che dava “una falsa sicurezza agli operatori”.

 

 

 

Deficit di progettazione, costruzione e gestione. A processo una serie di figure tecniche legate a Trenitalia. Un groviglio di competenze, ruoli, verifiche, collaudi. Imputato anche il capotreno dell'Intercity, incaricato di sovrintendere al controllo della chiusura delle carrozze. I familiari sono stati risarciti. Il processo penale riprende il 19 marzo, salvo prescrizione.