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Arezzo, zona arancione in arrivo dal 14 febbraio con beffa per i ristoratori: c'era il tutto esaurito per San Valentino

Giovanna Belardi
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Doccia fredda sulla giornata per eccellenza dedicata al rosso della passione e del cuore. Lo spettro del passaggio in zona arancione della Toscana da domenica ha gelato tutti, ma soprattutto i ristoratori. Tanti i pranzi a due prenotati in tutta la città per il giorno di San Valentino, festa degli innamorati, con i locali che si erano già preparati per tavoli a due, utilizzando tutte le accortezze e facendo ordini e spesa. 

 

 

 

Una domenica non comune dopo essersi abituati alla zona gialla, che faceva ben sperare. Tanto che in parecchi ristoranti le prenotazioni avevano registrato il tutto esaurito. E invece nulla da fare. Su tutto la spada di Damocle di colore arancione, che già da ieri mattina aveva provocato una ulteriore marcia indietro rispetto alle attese e soprattutto agli ordini fatti in vista di domenica.
Le previsioni infatti, a parte il freddo, davano una giornata che poteva essere un’opportunità per lavorare a un certo livello, per la quale i ristoratori si erano preparati con la solita tenacia, rafforzando tutte le misure di sicurezza per poter rispondere alle tante richieste da parte di innamorati intenzionati a celebrare il primo San Valentino dell’epoca Covid una festa da non perdere.

 

 

 

Ma dall’aria che ieri mattina si percepiva in giro in realtà su domenica già si addensavano ombre arancioni e sconforto. Tra voci e conferme, un’altra delusione per tanti operatori. Di certo, così a ridosso della domenica, oramai gli acquisti e in alcuni casi anche le apparecchiature erano già partiti. Ritirare una tovaglia è un conto, ma ritrovarsi i frigoriferi pieni e contare solo su asporto e consegna a domicilio è un altro discorso. Preoccupate sempre di più le associazioni di categoria: per i propri associati, per l’ennesima prova inferta dalla pandemia alla resistenza di operatori che in questi mesi hanno fatto oltre l’impossibile. Ma anche amarezza per il fatto che a distanza di un anno, ancora non si tiene conto del fatto che i ristoratori non possono essere sempre avvisati all’ultimo minuto. 

 

 

 

“Ripiombiamo nello sconforto - spiega Valeria Alvisi, vice direttore di Confesercenti -. La zona arancione per il pubblico esercizio è davvero pesante. Abbiamo chiesto alla Regione di poter entrare da lunedì, per salvare San Valentino. I locali sono pieni di prenotazioni e avere questi cambi sulle tempistiche è un danno economico enorme. Non solo non lavorare, ma buttare anche via i soldi. Un sistema che non tiene conto delle aziende. Eppure qualcosa nell’aria si sentiva. Ma si capisce anche che è sempre più difficile mantenere il controllo. Sappiamo di gruppi di giovani che si fanno la spesa e quindi fanno le cene in case private mentre i locali sono chiusi. Chiaro che i ristoratori, che usano tutte le accortezze e rispettano i protocolli incidono poco. Il problema non sta nelle attività ma nei comportamenti dei singoli individui. C’è grande preoccupazione”. 

Alle parole di Alvisi fanno eco quelle di Catiuscia Fei, Confcommercio. “E’ una tragedia, si ricomincia. Anzi si torna indietro, è una situazione molto pesante. Il periodo è quello che è e per domenica i ristoranti erano tutti prenotati , c’erano aziende che avevano già investito con menù specifici, tavoli a due pronti per accogliere nel rispetto di tutti i protocolli. Passare proprio di domenica in zona arancione è una tragedia, con l’aggravante che è San Valentino. Era tutto esaurito. E ancora adesso (ieri mattina ndr) non si sa ufficialmente con certezza. E’ una situazione esplosiva. Le aziende sono oramai allo stremo. Anche quelle più strutturate sono in affanno. E’ tutto sempre più pesante e complesso”.