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Arezzo, ragazza accusa: "Palpeggiata mentre mi prendeva le misure dei jeans". Il sarto a processo dirà la sua verità

Luca Serafini
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Il sarto di Arezzo accusato di aver palpeggiato e baciato una ragazza mentre le prendeva le misure dei pantaloni, ha chiesto di parlare, di raccontare la sua versione. Il fatto è ambientato in città ed è arrivato ieri davanti al gup Fabio Lombardo che alla fine dovrà stabilire se è stato commesso un grave reato o se si è trattato di un equivoco.

L’uomo, 62 anni, parlerà nella prossima udienza del 16 marzo. Ieri il processo è stato incardinato con rito abbreviato, condizionato all’esame dell’imputato. Il sarto deve rispondere di atti sessuali su una giovanissima aretina che al momento del fatto non era neanche maggiorenne. Reato quindi punibile con una severa condanna (ridotta di un terzo per il rito) qualora l’uomo venisse riconosciuto colpevole.

 

 

 

Il 62enne respinge l’addebito, che poggia sulla testimonianza della vittima, la ragazza, ascoltata mesi fa con incidente probatorio per cristallizzare la prova. Ha riferito di quell’incontro avvenuto nell’autunno del 2019 nella bottega dell’artigiano per misurare dei calzoni. Lei era con il nonno, poi si sarebbe accomodata nell’ambiente della prova. Una volta tirata la tendina, sola con il sarto, ci sarebbero stati i palpeggiamenti, accompagnati da complimenti, approfittando del fatto che il sessantenne doveva prendere le misure per aggiustarle i jeans.

 

 

 

Ma dall’orlo della caviglia sarebbe salito più su. Si parla anche di un bacio alla guancia. Insomma, un contesto tale che ha fatto scattare per il sarto l’accusa di “atti sessuali” su minorenne, dato che la ragazza aveva 17 anni. Dopo il racconto della giovane al nonno e ai genitori, la querela fu immediata. Il procedimento penale si è arricchito di elementi raccolti dalla polizia giudiziaria e del racconto della ragazza. Casi delicati, questi, e con esiti imprevedibili. Come la recente storia delle presunte molestie in chiesa, ad Anghiari, che una bambina sosteneva di aver subito.

L’anziano finito a processo è stato assolto. Nell’udienza di ieri la ragazza si è costituita parte civile con l’avvocato Alessandro Serafini, il babbo ha nominato l’avvocato Silvia Lunetti. L’imputato è difeso dall’avvocato Francesca Molino. Il 16 marzo la tappa del processo non sarà conclusiva, servirà una data successiva per la discussione e la sentenza.