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Arezzo, uccise il babbo: il 22enne Ciriello resta in misura di sicurezza ma tra dieci mesi nuova valutazione del giudice

Giacomo Ciriello

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Ancora è presto per rimettere in libertà Giacomo Ciriello, il giovane che il 26 febbraio 2017 a Lucignano uccise il babbo con un colpo di fucile, ma tra dieci mesi la misura di sicurezza potrebbe cessare. Il giudice di sorveglianza di Siena ha notificato la decisione sul 22enne che nel processo per omicidio ad Arezzo fu assolto perché riconosciuto totalmente incapace di intendere e di volere al momento del fatto. Si trova in libertà vigilata nella Rems di Abbadia San Salvatore. Permangono elementi di pericolosità e instabilità per il “disturbo della personalità” di cui soffre.

 

 

 

Ma il giudice ha accertato evidenti e sensibili miglioramenti. “Progressi” che possono avere ulteriore sviluppo anche entro il 2021, quando Giacomo sarà di nuovo sottoposto ad un accertamento. Evidenziata una “gradualità” di passi avanti che lascia ben sperare per il reinserimento nella società. Il giovane sta terminando gli studi e potrebbe presto svolgere attività che il giudice auspica. Misura di sicurezza prolungata per Ciriello, quindi, ma quadro positivo in evoluzione. A seguire legalmente Giacomo sono gli avvocati Stefano Del Corto e Tommaso Ceccarini.

 

 

 

Ciriello sparò al babbo in un momento buio della sua vita: la perizia individuò la patologia di cui soffriva, figlia anche dei problemi vissuti durante la separazione dei genitori. Dopo una lite, a cena nel casolare di Lucignano, attese il rientro dal bar del babbo Raffaele, 51 anni, e lo uccise in cima alle scale con una vecchia doppietta. Poi chiamò i carabinieri.