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Calcio serie C, rabbia dei tifosi dell'Arezzo verso la squadra ultima in classifica: "Meritate di giocare con la terza maglia". Domani a Padova

Federica Guerri
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Subito in campo dopo il pareggio (3-3) contro il Carpi per preparare una sfida delicatissima. Domani l'Arezzo è atteso sul campo della capolista Padova che domenica ha battuto il Legnago Salus 2-0 consolidando il proprio posto in vetta alla classifica da sola vista la defaillance del Sudtirol contro la Feralpi Salò dell'ex Pavanel (2-0 dei lombardi in trasferta a Bolzano).

Il Padova dell'ex e aretino Pelagatti è un rullo compressore. Cinquanta punti in classifica, 50 gol fatti che ne fanno per distacco il miglior attacco del girone, 17 gol subiti, seconda miglior difesa dopo il Modena. Sei gol segnati solo al Carpi meno di una settimana fa. In casa sette vittorie, tre pareggi, due sconfitte e soltanto 8 gol subiti. Numeri importanti, ma l'Arezzo sa perfettamente che, vista la sua situazione, ogni gara è una battaglia da giocare con le unghie e con i denti per cercare di abbandonare prima possibile l'ultima posizione. Con il pareggio dell'ultimo turno e la sconfitta del Ravenna, gli amaranto hanno accorciato leggermente le distanze, ma la strada verso la salvezza, che resta un'impresa, è ancora lunghissima. 

E, per nulla contenti degli ultimi risultati, i tifosi strigliano di nuovo la squadra con un volantino diffuso sui social nel giorno in cui con uno striscione allo stadio hanno voluto ricordare come ogni anno, da 17 anni, Lauro Minghelli, nell'anniversario della prematura scomparsa: "15 febbraio: dal 2004 ogni anno mi viene in mente quel maledetto annuncio dall'altoparlante. Lauro sei sempre con noi".

Questo invece, il testo del volantino dal titolo emblematico: "Arezzo merita di più". Sono passati 16 giorni e ben 4 partite da quando siamo venuti ad incoraggiarvi alla rifinitura prima del derby con il Perugia - si legge - da allora poco o nulla è cambiato! Le risposte dal rettangolo verde stentano ad arrivare e le gare da giocare sono sempre meno. Per raggiungere la salvezza ci vogliono cattiveria nei contrasti, la corsa per arrivare sul pallone prima degli avversari, la grinta e la determinazione che servono per raggiungere obiettivi importanti e, soprattutto, la consapevolezza che la maglia che indossate rappresenta una storia calcistica quasi centenaria.

O si butta il cuore oltre l'ostacolo o si retrocede! Parliamoci chiaro. Vedere giocatori che passeggiano o trotterellano nel migliore dei casi è riprovevole e non è certo il segnale di reazione che la tifoseria e la città si aspettano da dei 'professionisti' in calzoncini corti. 
È giusto che da ora in avanti scenda in campo chi se la sente, indipendentemente dal nome scritto sulle spalle o dal curriculum che si porta dietro. Servono Uomini con dignità ed orgoglio prima che buoni calciatori

Il bel gioco non conta, contano solo i punti da conquistare uno dietro l'altro per salvarci! Siamo stanchi di vedere la nostra amata maglia amaranto uscire dal campo umiliata in questo modo. Quella maglia va meritata! E voi, non la meritate! Meritate di giocare con la terza maglia fino a quando non cambierete atteggiamento verso questi colori e verso i tifosi amaranto. Dimostrateci che siete uomini, che siete vivi e soprattutto che siete i primi a credere in questa impresa“.

E domani sarà un altro duro banco di prova. L’Arezzo deve assolutamente cercare di riuscire a vincere e risalire la classifica. L’ultima posizione che ormai sembra “consolidata” è così dalla prima giornata.
Occorre cambiare rotta. Lo chiedono i tifosi, che vogliono anche che i giocatori comincino ad indossare la terza maglia fino a quando non cambierà l’aria.