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E45, più indennizzi ai danneggiati per la chiusura del viadotto Puleto: tentativo in Parlamento

 Il sequestro del 16 gennaio 2019

Davide Gambacci
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Rimettere in discussione l’emendamento che riconosce un indennizzo alle aziende danneggiate dalla chiusura del viadotto Puleto in E45 avvenuta nel gennaio 2019. Obiettivo allargare la platea.

Pressione sui parlamentari di riferimento è stata fatta da entrambi i territori: quindi, l’Alto Savio con il primo cittadino di Bagno di Romagna Marco Baccini e la Valtiberina con il sindaco di Pieve Santo Stefano, Claudio Marcelli. “Come abbiamo sempre ribadito fin dalla fase più acuta di quell’emergenza” precisa Baccini, “i criteri inseriti all’interno del provvedimento del Governo per il ristoro dei danni prodotti dalla chiusura della E45 erano errati, in quanto limitavano l’accesso alle risorse esclusivamente ai lavoratori in cassa integrazione e alle imprese che avevano dovuto sospendere la loro attività. Dal provvedimento, quindi, rimanevano escluse tutte quelle attività gravemente danneggiate dalla chiusura della E45, che avevano subito una drastica riduzione di volumi di attività e di affari ma, pur sostenendo costi maggiori e spese altissime, avevano rinunciato alla sospensione delle proprie attività per non venire escluse dal mercato di riferimento”.

Il chiaro riferimento è alle imprese di autotrasporto, ma anche a quelle aziende che grazie alla E45 riescono ad esportare beni e prodotti nel territorio sia nazionale che internazionale. Baccini, quindi, sostiene l’azione parlamentare portata avanti dal deputato del Pd Marco Di Maio e dal consigliere regionale Massimo Bulbi.

“Come amministrazione comunale di Pieve Santo Stefano” sottolinea il primo cittadino, Claudio Marcelli, “abbiamo sollecitato quelli che sono i parlamentari dell’area aretina di riferimento per sostenere che questo emendamento venga approvato. Siamo assolutamente in linea con quanto detto dal collega Marco Baccini, dove il riferimento della legge fu solamente per le aziende che subirono la sospensione dell’attività o la cassa integrazione, mentre noi chiedevamo un intervento secco a tutti coloro che per far fronte alla crisi derivante dalla chiusura del Puleto si sono dovuti sobbarcare migliaia di euro di spese aggiuntive sull’autotrasporto, oppure altre spese per mantenere comunque i propri mercati. Quindi sosteniamo fino in fondo questa iniziativa”. 

 

 

 

“Ora accogliamo positivamente il fatto che l’emendamento al Decreto Milleproroghe, che contiene una revisione di quei criteri in linea con quanto richiesto, sia stato ammesso alla discussione parlamentare” conclude il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini. “E’ un primo passo, non definitivo ma certamente essenziale per raggiungere il risultato auspicato”. 
Da una parte la problematica che è stata nuovamente messa sotto la lente del Governo, ora targato Mario Draghi, ma dall’altra c’è la tempistica: non ancora specificata.