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Banca Etruria, ufficiale il trasloco dei processi nella Sala dei Grandi. Silvia Chiassai Martini: "Provincia al servizio della giustizia"

Il sindaco Silvia Chiassai Martini

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Processi su Banca Etruria ospitati nella Sala dei Grandi, la Presidente Silvia Chiassai Martini conferma quanto il Corriere di Arezzo aveva anticipato nei giorni scorsi con una nota ufficiale: “La Sala dei Grandi concessa per il processo Banca Etruria. La Provincia al servizio della giustizia e del nostro territorio ”

Silvia Chiassai Martini  in una nota informa: “Nell’ottica di una collaborazione istituzionale, la Provincia di Arezzo si mette a disposizione  accogliendo la richiesta del Presidente del Tribunale di Arezzo  Valentino Pezzuti di far svolgere il processo di Banca Etruria nella Sala dei Grandi. E’ una soluzione di emergenza che si è resa necessaria a seguito della pandemia sanitaria che ha costretto il Tribunale di Arezzo a cercare luoghi alternativi  per svolgere le attività giudiziarie.  Il Palazzo della Provincia è in grado di  garantire  il rispetto di tutti quei requisiti per le norme anti Covid- 19 tra cui il necessario distanziamento sociale e quindi si trasformerà  provvisoriamente  in un’aula di giustizia".

 

 

 

La Presidente della Provincia prosegue: "Ritengo necessario che non vi sia un interruzione dei dibattimenti, per questo, ho sentito il dovere di concedere la sede prestigiosa della Sala dei Grandi, luogo istituzionalmente deputato a rappresentare le nostre comunità, come simbolo evidente di un Ente che rappresenta la “Casa dei Comuni” sempre al servizio dei territori amministrati, anche in riferimento alla dolorosa vicenda giudiziaria di Banca Etruria che ha coinvolto famiglie, risparmiatori, lavoratori, imprese, finendo per condizionare, di conseguenza, l’economia di una provincia. Ho ritenuto doveroso, pertanto, con questo piccolo gesto di creare le condizioni necessarie a far proseguire il processo” .

 

 

 

Parole di gratitudine sono state espresse dal Presidente del Tribunale di Arezzo Valentino Pezzuti che proprio nei giorni scorsi ha avuto modo di visionare personalmente la sede della Provincia di Arezzo : “Voglio ringraziare la Presidente Chiassai Martini per averci concesso  la prestigiosa Sala dei Grandi, perché senza l’apporto della Provincia non si sarebbe  potuto continuare il processo  non avendo a disposizione aule adeguate per l’emergenza Covid-19; stiamo al momento affinando l’organizzazione per il   trasferimento in via eccezionale del dibattimento che richiederà l’utilizzo del Palazzo della Provincia per  un periodo limitato.”

* * *

Dalla Vela alla Sala dei Grandi: il processo Etruria trasloca. Sì, ora è deciso: è sotto lo sguardo severo degli aretini illustri affrescati da Adolfo De Carolis negli anni Venti che proseguiranno i processi per le sventure di Bpel, la banca naufragata e forse spolpata. Anticipata giorni fa dal Corriere di Arezzo, la soluzione del presidente del tribunale Valentino Pezzuti, ha preso consistenza ieri. Ora l’annuncio ufficiale.

 

 

 

Serviva un ambiente a norma Covid. Accordo raggiunto con la Provincia guidata da Silvia Chiassai Martini. Non enorme ma sicuramente prestigiosa e con finestroni apribili - non come alla Vela - l’antica sala nel palazzo in cima alla città darebbe garanzie a differenza della moderna e suggestiva aula Miraglia dichiarata inagibile per l’emergenza sanitaria. Quindi il plotone di avvocati, giudici, consulenti, testimoni, imputati e pubblico, si sposterà dall’ex Garbasso al centro storico. E la nuova location vale non solo per il maxi processo sulla bancarotta fermo da settimane, con 25 imputati tra gli ex di via Calamandrei, ma anche per il processo sulle presunte “consulenze d’oro”, che espone ai riflettori della cronaca giudiziaria tra i 14 imputati l’ex vice presidente Pier Luigi Boschi, babbo di Maria Elena, ex ministra. Ieri mattina contro questo gruppo di imputati hanno depositato richiesta di costituzione di parte civile quasi 200 soggetti tra risparmiatori, obbligazionisti e altri, comprese Ubi Banca e Intesa Sanpaolo.

Il giudice monocratico Ada Grignani ha poi sancito l’inadeguatezza strutturale dell’aula rispetto al necessario distanziamento e al ricircolo dell’aria. Ha disposto il rinvio al 4 marzo per la prosecuzione, annunciando che in giornata sarebbe stata raggiunta la decisione del tribunale sulla sede. In questo filone l’ipotesi di reato contestata dalla procura (in aula il pm Angela Masiello) è la bancarotta colposa riferita a consulenze disposte dalla banca in materia di assistenza legale nel contesto del progetto di aggregazione e integrazione di Bpel in un gruppo bancario di elevato standing. Che poi non avvenne. Mentre le spese sostenute ci furono: 4,5 milioni di euro, che il pool della procura guidato dal dottor Roberto Rossi ha indicato come distrazione.

Il 4 marzo dunque udienza in Sala dei Grandi. E sempre a inizio marzo - data da indicare - la ripresa del processone per il crac. Covid permettendo, il collegio guidato da Giovanni Fruganti potrebbe arrivare alla sentenza dopo l’estate. In questo caso si tratta dei numerosi affidamenti per milioni di euro verso situazioni “amiche” della banca che furono a totale rimessa: sapendo già, sostiene l’accusa, che erano soldi buttati. Vedremo se le accuse reggeranno.

La Provincia intanto spalanca le sue porte, pare senza costi, ai processi Etruria. Celebrati sotto gli occhi dei grandi aretini affrescati alle pareti della sala: Mecenate, Guido Monaco, Margaritone, Masaccio, Poggio Bracciolini, Piero della Francesca, Luca Signorelli, Michelangelo, Andrea Sansovino, Bernardo Dovizi, Giorgio Vasari, Pietro Aretino, Benedetto Varchi, Andrea Cesalpino, Francesco Redi, Vittorio Fossombroni e altri big.  Arezzo Fiere e Congressi come sede è tramontata per motivi economici: 2.500 euro di affitto al giorno. Troppo per il tribunale senza autonomia finanziaria.

Luca Serafini