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Arezzo, la presidente della Casa Pia dopo i sette morti Covid: "Momento difficile ma città, istituzioni e famiglie ci sono vicine"

Luca Serafini
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“Onoreremo i nostri ospiti morti di Covid con una targa o comunque con un’iniziativa che li ricordi: siamo addolorati e fortemente impegnati in questo brutto momento. Ma sentiamo intorno alla Casa Pia il sostegno della città e delle famiglie”. Debora Testi è la presidente dell’Istituto Fossombroni, dove il Covid è penetrato a gennaio ed ha mietuto sette vite. Il focolaio, dopo un anno di quiete totale, ha travolto la storica casa di riposo.

 

 

 

Da Covid Free, alla morsa della pandemia. “E’ un momento brutto, ma siamo compatti e sentiamo la vicinanza di tanti e delle istituzioni”, aggiunge. Il nuovo cda si era insediato il 18 gennaio, la situazione è precipitata in quei giorni. Con il focolaio che ha colpito operatori ed ospiti. “Avevamo appena iniziato il nostro mandato, come volontari, con l’intento di aiutare queste persone, di migliorare l’operatività della struttura, e invece ci siamo trovati a fronteggiare una situazione difficilissima”, dice Debora Testi. “Vorremmo fare di più, c’è un senso di impotenza per non aver potuto arginare il contagio”.

 

 

 

Che sarebbe partito, a quanto pare, da una operatrice asintomatica che allo screening interno era risultata negativa e il giorno dopo invece è risultata positiva. Il 13 gennaio c’era stata la vaccinazione e sembrava il suggello alla messa in sicurezza della struttura. Invece il Coronavirus a macchia d’olio si è propagato ed ha avuto effetti tragici quando ha aggredito l’organismo delle persone con patologie già presenti.

“Dall’insediamento del 18 gennaio, pur non essendo noi mai entrati nella Casa Pia per le misure di sicurezza Covid, il nostro pensiero e la nostra azione sono continuamente rivolti all’istituto. Riunioni con il Direttore Stefano Rossi, con il consiglio di amministrazione, con l’Asl. Il tracciamento, gli aggiornamenti della situazione”. Di professione consulente del lavoro, Debora Testi guida il cda dopo aver raccolto il testimone lasciato da Paola Petruccioli. Al suo fianco c’è il vice presidente Enzo Gori, ex comandante della Polizia municipale, che in un toccante post su facebook ha ricordato Dino, ospite storico della Casa Pia che a luglio avrebbe compiuto i suoi 70 anni di presenza nell’istituto.

“No, intorno a noi non sentiamo un clima ostile, anzi. Le famiglie sono le prime a esprimere incoraggiamento alla struttura e a comprendere la situazione, abbiamo avuto importanti attestati di vicinanza e donazioni. Da parte nostra il livello di attenzione e di rispetto dei protocolli è massimo. Solo per fare un esempio fin da ottobre usiamo le mascherine FFP2 e non quelle chirurgiche che sarebbero consentite”.

Dopo i sette decessi, ieri è stata una giornata di tregua all’Istituto Fossombroni. Il peggio dovrebbe essere passato. Alla Casa Pia ci sono 25 ospiti sempre rimasti negativi più uno guarito l’altro ieri. All’inizio gli ospiti erano 76 e sette non ci sono più falciati dal Covid. In 43 sono positivi, sistemati in strutture intermedie e solo alcuni in ospedale. Per loro la lotta prosegue.