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Arezzo, legittima difesa: Fredy Pacini davanti al gup. Colpo di scena: la sorella del ladro ucciso esce dal processo

Luca Serafini
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Fredy Pacini, il gommista che uccise il ladro entrato a rubare nella sua ditta, oggi torna davanti al giudice. Due anni e tre mesi dopo i colpi di pistola esplosi nel capannone di Monte San Savino, il gommista rischia ancora il processo per “eccesso di legittima difesa”. Anche se la procura chiede l’archiviazione alla luce delle meticolose indagini svolte e delle successive integrazioni.

C’è una novità importante nel giorno dell’udienza dinanzi al giudice Fabio Lombardo. La sorella di Vitalie Mircea Tonjoc, il moldavo ucciso, esce dal processo. Rinuncia a partecipare al procedimento nel quale era parte offesa. Ed era stata proprio lei, con l’avvocato Alessandro Cristofori di Bologna, a chiedere e ottenere la riapertura del caso.

Si inserì nella fase in cui la procura di Arezzo era giunta alla conclusione che Fredy Pacini non va processato perché il suo gesto di quella notte (28 novembre 2018) nell’officina dove dormiva, non ha rilievo penale nonostante gli effetti tragici: la morte di una persona. Perché, ritiene il procuratore Roberto Rossi (che ha ereditato il fascicolo del sostituto Andrea Claudiani andato a Perugia) Pacini ha sbagliato ma è scusabile: era solo, senza vie di uscita, di fronte a persone col piccone e che potevano essere armate. In termini tecnici si dice “legittima difesa putativa”.

 

 

 

Una scriminante che cancella il reato in base a questo ragionamento: Fredy riteneva di essere in pericolo di vita anche se effettivamente non lo era. Il ladro moldavo, 29 anni, aveva la fedina penale piena di precedenti. Con i complici aveva preso di mira l’officina-negozio di cicli, già bersagliato dei malviventi più volte in passato. Non poteva sapere che dentro c’era il proprietario, erettosi a sentinella della sua attività, con pistola regolarmente detenuta. Che quella notte usò, esplodendo tre colpi dal soppalco dove aveva la camera, indirizzati verso l’ingresso. Il moldavo era appena entrato dopo aver infranto la vetrina e stramazzò nel piazzale esterno, ucciso da una emorragia interna.

Aliona, la sorella di Vitalie Mircea Tonjoc in questo periodo è sempre rimasta in una posizione defilata. Mai una parola, una dichiarazione, un’intervista. Riservatissima e discreta. Aveva affidato all’esperto avvocato Cristofori la sua richiesta di approfondimenti. Ora ecco la decisione a sorpresa di abbandonare il procedimento penale. Le motivazioni esatte non si conoscono e attengono ad una sfera molto privata.

 

 

 

Di certo oggi in tribunale il legale bolognese che doveva rappresentarla come potenziale parte civile, non ci sarà. Novità rilevante, certo, ma che non sposta nulla nella sostanza del caso, controverso e incerto, del gommista diventato simbolo della legittima difesa, con visite e attestati di solidarietà da parte di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. L’avvocato Alessandra Cheli, che difende Fredy, ha depositato una ulteriore memoria. Sul tavolo del giudice sono pervenuti da tempo i risultati degli approfondimenti chiesti agli inquirenti. Lombardo si riserverà per alcuni giorni la decisione: archiviare oppure ordinare l'imputazione coatta di Pacini.