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Calcio serie C, per l'Arezzo al Rocco con la Triestina una sfida che ricorda le storie di tanti ex

Matteo Poggesi
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Si avvicina la sfida tra Triestina ed Arezzo che alle 15 di domani daranno vita alla 27esima giornata del girone B di Lega Pro. Una gara da prendere con le molle per la truppa di Stellone, non solo perché al “Rocco” di Trieste gli amaranto non hanno addirittura mai vinto ma anche perché questa volta una vittoria rilancerebbe prepotentemente il Cavallino nella corsa salvezza. Trieste ed Arezzo sono separate da 292 Km in linea d’aria ma calcisticamente parlando sono da sempre molto vicine e spesso la storia calcistica di queste due città si è intrecciata. Sono tanti gli ex che hanno regalato gioie da ambo le parti: uno su tutti il recordman amaranto Stefano Butti. Sì perché le due esperienze amaranto del terzino da 302 partite con l’Arezzo, record assoluto, sono separate da una parentesi biennale a Trieste fatta di 64 presenze.

Altro grande ex è Elvis Abbruscato che, prima di diventare capitano e trascinatore amaranto, la sua migliore stagione realizzativa l’aveva vissuta proprio giocando per la Triestina. Poi ecco il bomber per eccellenza, Davide Moscardelli, che a Trieste ha esordito in Serie B mentre l’esperienza aretina è stata per lui quella più prolifica di sempre. Si potrebbe fare una lista lunghissima ma ne citiamo soltanto pochi altri: il "Gaucho" Horacio Nicolás Erpen; l’ex Juventus ed Inter Rino Ferrario, che deve alla società amaranto il merito di averlo scoperto quando era ad Arezzo a svolgere il servizio militare; Andrea Boscolo, il compagno di stanza di Alex Del Piero, che da Trieste si trasferì proprio ad Arezzo nel 2004; l’ex DS Emiliano Testini che con amaranto e biancorossi ha vissuto le sue migliori stagioni da calciatore.

In un match così storicamente ricco di intrecci chissà se questa volta a deciderlo sarà proprio un altro di quei calciatori la cui carriera è in un qualche modo legata alla Triestina ma che adesso veste amaranto: Alessio Cerci. L’ex Roma ed Atletico Madrid ha già affrontato più volte la Triestina e proprio in una di queste primissime gare contro i biancorossi diede slancio alla sua carriera. Era il 25 settembre 2007 e contro i friulani mise a segno il suo secondo goal nel campionato Cadetto.

Quella rete gli permise di conquistare definitivamente la titolarità nel Pisa ed il calcio italiano iniziò a conoscerlo con la chiamata in Serie A dell’Atalanta a fine stagione. Arrivò nella ripresa, esattamente al 59’, come la maggior parte dei suoi goal, difficilmente partirà titolare e Stellone potrebbe decidere di lanciarlo in campo, condizioni fisiche permettendo, proprio in quel momento della gara.

Fin qui l’ex pupillo di Giampiero Ventura ha vissuto una stagione da intruso ad Arezzo, poche giocate e tanta panchina, ma il talento non tramonta mai e contro la Triestina potrebbe essere la volta buona per tornare a far splendere quel sinistro che convinse Fabio Capello a farlo esordire nella Roma a soltanto sedici anni. Intanto in casa Triestina predicano calma e rispettano il Cavallino: “Avevano già molte qualità prima, poi a gennaio si sono rinforzati moltissimo. Arriveranno qui reduci da una vittoria che gli mancava da tanto e con il massimo entusiasmo”.