Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, vanno all'asta la villa di Vittorio Fossombroni e la chiesetta del 1300 a Sant'Andrea a Pigli

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

La splendida villa che va all’asta a Sant’Andrea a Pigli è considerata dimora storica: nel 1754 qui nacque Vittorio Fossombroni, matematico, ingegnere e politico cui si deve la bonifica della Valdichiana. Poco distante, nella stessa località a una manciata di chilometri da Arezzo, sorge una chiesetta del Trecento anch’essa in attesa di padrone.

Tutti e due gli antichi immobili vanno al miglior offerente in lotti distinti: la casa con un prezzo base di 968.921 euro (offerta minima 726,691), la chiesetta 51.456.000 euro (offerta minima 38.592.000). Per entrambi i beni, è stata indicata proprio in questi giorni la data della vendita senza incanto: il 7 luglio, ore 14. L’Istituto Vendite Giudiziarie (IVG) sul suo sito spiega tutte le modalità per partecipare alla gara, con termine ultimo per presentare le offerte fissato alle 13 del 6 luglio. Delegato alla vendita è l’avvocato Michela Pellegrini, giudice del tribunale di Arezzo che segue il procedimento è Marina Rossi.

Secolo dopo secolo, dai fasti alla decadenza, gli immobili di proprietà privata sono scivolati ai nostri giorni nelle esecuzioni immobiliari. In attesa di nuova vita. La chiesa è di epoca altomedievale, intitolata a San Clemente. La struttura è caratterizzata da un assetto gotico, l’architrave del portale reca la data 1314. In uno scritto dello studioso Santino Gallorini si legge: “Non è ben chiaro chi l’abbia costruita e neppure se il San Clemente a cui fu dedicata fosse il famoso pontefice (S. Clemente I) dei primi momenti del Cristianesimo. Notiamo però una coincidenza: nello stesso 1314, ad aprile, morì il papa, che si chiamava proprio Clemente V. Si tratta del pontefice di origini francesi che sciolse i Templari, combatté l’eresia dei dolciniani e portò il papato ad Avignone. L’intitolazione di questa chiesa a San Clemente, sarà stato un omaggio al papa defunto?” La chiesa non ha mai avuto cura di anime: era un oratorio. Un edificio di una certa suggestione dove si tenevano cerimonie con confratelli in cappe bianche. Un affresco che raffigura Sant’Antonio Abate è attribuito ad un seguace di Spinello Aretino.

La villa Burali e poi Fossombroni (della famiglia Milloni in tempi recenti, come la chiesetta) risale alla fine del 1400. Interamente affrescata da Giovan Battista Biondi allievo di Leon Battista Alberti, è denominata Villa Fossombroni in quanto tale famiglia ne ebbe possesso dal 1700 al 1924 e qui è nato Vittorio Fossombroni. E’ disposta su tre piani, con un bel portale di conci di pietra, tutte le finestre sono incorniciate da conci di pietra. Gli interni conservano i tratti architettonici e stilistici quattro/cinquecenteschi, i due caminetti in pietra risalgono uno al 1300 e l’aLtro al 1400.

Cortile, pozzo, parco e fabbricati annessi. Semplice, armoniosa, fiera della sua storia, la villa vide quindi nascere e crescere Vittorio Fossombroni, la cui intuizione idraulica riuscì a ottenere il risultato che il genio di Leonardo da Vinci non era riuscito a compiere: la bonifica della Valdichiana. E viene da immaginarselo, il nobile scienziato. pensoso, su questa collina a guardare la vallata malsana da rendere fertile.