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Arezzo, al San Donato terapie intensive di nuovo sature. Pazienti trasferiti a Grosseto

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Terapie intensive sature come nella seconda ondata e pazienti che saranno trasferiti all’ospedale della Misericordi di Grosseto. Ancora un bollettino in negativo quello emanato dalla Asl. Si comincia dai ricoverati al San Donato. Se c’è un leggero calo per quanto riguarda le persone in malattie infettive - oggi 99 e ieri 103 - salgono invece i ricoverati in terapia intensiva. Sono in totale 21, due in più rispetto a sabato scorso. Se i ricoveri dovessero ancora aumentare - 21 è il limite massimo delle terapie intensive al San Donato - i pazienti saranno trasferiti all’ospedale della Misericordia di Grosseto.

Nel frattempo non accenna a diminuire la curva dei contagi. I nuovi positivi sono 128 e per i quali sono stati effettuati 2086 tamponi dalle ore 14 del 13 marzo alle ore 14 del 14 marzo. In città i nuovi casi sono 51. Questa la situazione negli altri comuni: Anghiari 1, Bibbiena 7, Bucine 4, Capolona 2, Castelfranco Piandiscò 7, Cavriglia 2, Cortona 4, Foiano 3, Laterina Pergine 1, Loro Ciuffenna 2, Marciano 2, Monte San Savino 6, Montevarchi 8, Poppi 3, Pratovecchio Stia 3, San Giovanni Valdarno 9, Sansepolcro 5, Subbiano 2, Terranuova Bracciolini 6. Le persone positive in carico sono 2199, di cui a domicilio 1796. Il numero di persone in quarantena è di 3600. In provincia di Arezzo si registrano 84 guariti. Ma purtroppo si registrano altri due decessi. Si tratta di due donne di 85 e 90 anni decedute al San Donato. Il triste bilancio di marzo arriva così a 17 morti. 


E a commentare la situazione contagi, è il sindaco di Sansepolcro, Mauro Cornioli che si raccomanda: “A tutte le famiglie che hanno persone in quarantena, isolatele il più possibile visto che potrebbero essere positive e che altri membri del nucleo familiare possono invece continuare ad uscire. 
Ricordo che la situazione è costantemente monitorata dal Comune assieme ad Asl Toscana sud est, Regione Toscana e Prefettura. Il tracciamento da parte del settore Prevenzione della Asl viene effettuato mettendo in quarantena i contatti stretti di sospetti contagi da variante, non più quelli avvenuti negli ultimi 2 giorni ma quelli avvenuti negli ultimi 14. 
Ricordiamo a tutti che quando si hanno anche dei minimi sintomi che ormai conosciamo tutti, dobbiamo isolarci, fermare la famiglia per capire l'entità della situazione. Solo con atteggiamenti responsabili possiamo, tutti insieme, uscire da questa pandemia”.