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Arezzo, ladro ucciso: giudice archivia accusa per Fredy Pacini. Applicata la riforma Salvini su legittima difesa. "Agì in stato di grave turbamento"

Luca Serafini
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Fredy Pacini non va processato. Il giudice delle indagini preliminari di Arezzo, Fabio Lombardo, ha archiviato il caso del gommista di Monte San Savino che il 28 novembre 2018 sparò a Vitalie Tonjoc Mircea, moldavo, entrato a rubare nella ditta di Monte San Savino. Il ladro, raggiunto da un proiettile, morì per una emorragia interna.

Il provvedimento depositato oggi, lunedì 15 marzo 2021, pone fine ad una vicenda incentrata sulla legittima difesa, che ha fatto molto discutere. L’archiviazione per Fredy Pacini poggia non sulla vecchia ma sulla nuova legge introdotta quando Matteo Salvini era ministro dell’interno nel governo gialloverde con Lega e M5S. Applicato l'articolo 55 comma 2 della riforma (legge 36 /2019), in relazione all’eccesso colposo di legittima difesa, dove si legge: “… la punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito nelle condizioni di cui all’articolo 61 primo comma n 5 ovvero in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

Pacini dormiva nella ditta da tempo, esasperato dai furti e, svegliato nella notte dai rumori, si alzò dal letto nella camera ricavata sul soppalco. Con la pistola regolarmente detenuta esplose cinque colpi verso l’ingresso dove i malviventi con il piccone avevano infranto la vetrata. N

on si potrà mai stabilire cosa avvenne di preciso in quei frangenti ma secondo il giudice non è verosimile che il ladro fu colpito senza rendersi conto che il proprietario si era accorto e probabilmente aveva anche gridato di andarsene. E secondo il giudice a colpire il 29enne fu un proiettile di rimbalzo e non uno diretto come stabilisce la perizia.

Ad ogni modo, pur qualificando l’azione come eccesso colposo, Pacini non è punibile per l’oggettivo turbamento dovuto al fatto di essere solo, di notte, senza via di uscita, dinanzi a persone armate e senza che potessero intervenire le forze dell’ordine in tempo utile.

La procura di Arezzo, con il pm Andrea Claudiani prima e con il procuratore Roberto Rossi, aveva per due volte chiesto l’archiviazione  facendo leva sulla vecchia legge con la “legittima difesa putativa” e anche riferendosi alla legge del 2019. Per Pacini, difeso dall’avvocato Alessandra Cheli, cala il sipario sulla vicenda giudiziaria. Mentre la sorella del moldavo morto ha rinunciato a prendere parte al processo come parte offesa proprio alla vigilia dell’ultimo atto.

Vitalie Mircea Tonjoc aveva alle spalle precedenti analoghi. L’attività di Pacini era stata visitata più volte dai ladri. Il gommista ha atteso con fiducia l’esito del procedimento. Molti al suo fianco con lo slogan #iostoconfredy. Lo stesso Matteo Salvini, fin dall’inizio al suo fianco, gli ha fatto visita come Giorgia Meloni esprimendogli a più riprese vicinanza.