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Arezzo, vaccini Over 80 a rilento. Droandi: "Poche dosi e dobbiamo evitare assembramenti negli ambulatori"

Francesca Muzzi
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Non vanno così spediti i vaccini per gli Over 80. Da più parti si leggono ritardi e pazienti che aspettano di essere chiamati. Sia in città che in provincia. A conferma che per vaccinare i 30mila anziani nell’Aretino ci vorranno diverse settimane, le parole del presidente dell’ordine dei medici di Arezzo, Lorenzo Droandi: “In effetti andiamo a rilento sia per colpa delle dosi che non arrivano e sia perché per evitare assembramenti dentro gli ambulatori, dobbiamo scaglionare i nostri pazienti”. I medici lamentano la mancanza di posti per effettuare i vaccini e anche cosa succede quando devono essere fatti i richiami.

Spiega Droandi che parla sia come presidente, ma anche come medico: “Io ho circa 150 pazienti Over 80, ma ci sono colleghi che ne hanno anche 200. La prima settimana (metà febbraio ndr) abbiamo potuto vaccinare sei persone. La seconda dodici, così come la terza. Poi ci siamo fermati perché dovevamo fare i richiami. Quando c’è la seconda dose, di solito fermiamo le prime, anche perché non ci sono i vaccini e quindi diamo priorità ai richiami”. E fa l’esempio di cosa succederà questa settimana: “Abbiamo dodici dosi che serviranno sei per i nuovi vaccini e altrettanti per i richiami”. Una situazione difficile, aggravata anche dal fatto che gli ambienti, cioè gli ambulatori non sono tutti adeguati a ricevere anche tante persone. “Questo è un altro problema che hanno soprattutto i medici con molti pazienti - continua Droandi - Per evitare assembramenti dobbiamo scaglionare i nostri anziani. Certo che se avessimo potuto beneficiare di spazi più ampi, le vaccinazioni sarebbero state più veloci. Non solo”. “A questo - prosegue - ci dobbiamo aggiungere la mancanza di dosi. La situazione è a altalenante. Dalle sei, alle dodici dosi. E, come ripeto, quando si parla di richiami diventa ancora più difficile, perché le persone che magari dovevano essere vaccinate, devono essere rinviate”.

Accanto c’è anche un altro problema. I medici avrebbero dovuto avere oltre al Pfizer anche il Moderna. Invece, spiega Droandi: “Fino ad oggi abbiamo usato sempre il Pfizer. Prova ne è che ogni venerdì noi dobbiamo chiudere le agende per consegnarle alla farmaci dell’ospedale che la domenica scongela le dosi di vaccino. Per il momento abbiamo usato solo il Pfizer. Invece se ci dessero anche il Moderna sarebbe meglio, perché permetterebbe di vaccinare i nostri pazienti anche a domicilio e non solo in ambulatorio”. E così gli Over 80, anche sui social, denunciano la mancanza di chiamata: “Perché ancora il mio dottore non mi ha telefonato? E ho 81 anni?”, si chiedono. Venerdì scorso e quindi al 12 marzo, nel report Asl, i vaccinati, prima dose, Over 80 erano 6211 in tutta la provincia. Appena in 142 avevano avuto il richiamo. Ne mancano ancora 24mila.